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Tusa, cocktail bar zona isola

Tusa, Milano: il cocktail bar dove la semplicità è al potere

Riparte la Milano del fuori casa e così anche le nuove aperture. Lo sfarzo non detta più le mode per lasciare spazio ad un'accoglienza priva di fronzoli e che punta alla semplicità. Tusa, che in milanese vuol dire ragazza, è il cocktail bar della porta accanto che punta su una drink list di qualità declinata da Davide Castelli senza troppe complicazioni.

 

Tusa Milano Isola

 

“Il nostro lavoro è questo: accogliere chi viene a trovarci e coccolarlo. Non esiste un bar che possa sopravvivere solo con l’asporto, senza contatto umano. E non serve null’altro se non la nostra ospitalità”. Davide Castelli parlava così ai microfoni della TV nazionale, nel periodo subito successivo alle riaperture post lockdown, quando finalmente si riusciva ad accantonare i bicchieri di plastica e le serrande chiuse: è il bar manager di Tusa, una delle ultime insegne ad accendere il neon e scommettere sulla ormai dirompente scena dell’Isola, forse il quartiere in maggior sviluppo di Milano, insieme a NoLo. In pochi secondi di intervista, erano già venuti fuori i concetti e il credo principali del locale, che con un nuovo bancone e una rinvigorita voglia di fare, punta sul fascino della semplicità: Tusa in milanese vuol dire ragazza, senza fronzoli e senza giri di parole.

Voler essere quello che si è, e a volte il contrario, si rivela spesso una delle imprese più difficili: Tusa vince la sua gara contro l’eccesso e la smania della ricercatezza, proponendo invece una ricetta che parla poco, e dimostra molto. Alle spalle un gruppo solido e già affermato, lo stesso che ha lanciato il brand filo-asiatico Ghe Semche oggi conta due locali nella zona nord ovest di Milano e del quale fa parte anche Gianmarco Senna, volto noto anche in politica: sono le basi per poter lavorare in serenità e dedicarsi a fondo ai clienti, peraltro ancora più numerosi adesso che anche la sala al coperto è tornata disponibile con la zona bianca.

Semplicità al comando, declinata da Davide, ventinove anni, scafatissimo dopo anni al bancone de Lacerba, una delle mete di pellegrinaggio per la miscelazione milanese e non solo: nelle tapas per l’aperitivo, che ovviamente rifugge la massa per puntare su proposte minimal e di qualità, e soprattutto nella drink list, che parla di contaminazioni e ispirazioni dal mondo, senza mai perdere di vista i cocktail classici. “Non proponiamo sferificazioni, homemade clamorosamente complessi, ricette oltremodo strutturate. I nostri ospiti devono leggere il menu e innamorarsi, subito, non devono distrarsi a cercare di comprendere ingredienti sconosciuti e troppo spesso mal spiegati. Chi viene qui cerca relax, non certo un impegno in più, e noi siamo qui per loro anche in questo modo”. 

Tusa è la ragazza della porta accanto, che conquista senza parlare e che coccola perché non è mai complicata. Un ulteriore piccolo gioiello nel collier di via Borsieri, pochi metri dal chiacchieratissimo Bosco Verticale e dal futuristico ombelico di Piazza Gae Aulenti: un rambla pianeggiante dove negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli indirizzi di grido, che adesso sostengono nomi già storici e ricercati nel mondo (appena di fronte c’è l’intramontabile Blue Note, tempio del jazz internazionale). E in una giungla di mode che si rincorrono e di estremi, che prima attraggono e dopo poco annoiano, è bello assaporare la gioia dell’essenziale e l’entusiasmo di chi accoglie senza stare a pensare troppo.

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Autore
Carlo Carnevale

Carlo Carnevale

Troppo pigro per lo sport, troppo distratto per la cucina, troppo in ritardo per i viaggi. Quindi scrive o ha scritto di tutte queste cose. Mosca da bar, innamorato delle storie da bancone e delle anime che lo popolano, per bere o per miscelare. E troppo curioso per non andare a raccontare le emozioni che si nascondono in ogni cocktail e ogni piatto

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