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Stefano Callegari, imprenditore di Trapizzino, annuncia l’apertura del suo Romanè

Imprenditori si nasce? Non sempre, a volte si diventa. Stefano Callegari faceva lo steward e girava il mondo prima di dare vita alla sua grande impresa della pizza. L’attrazione per l’arte bianca lo chiama al business nel 2005 con l’apertura di Sforno, il suo primo locale a Cinecittà. Nel 2008, da una normale pizzeria, parte l’intuizione per Trapizzino- il format che ha basato il suo successo sul triangolo di pizza bianca farcita. Ora, con 15 attività sparse per l’Italia, l’imprenditore romano si lancia in un nuovo progetto: apre il 23 settembre il suo Romanè e già pensa alla Francia.

Stefano Callegari_Trapizzino
Foto [Scatti di Gusto]
Patron di numerose insegne ristorative, Stefano Callegari non ha solo visione per il buon cibo ma anche per il saper fare impresa. Si approccia al mondo dei lievitati come auto-didatta, facendo per due anni il pizzaiolo. Presto la sua vena creativa si tramuta in una linea imprenditoriale di successo. Da un business elementare come quello della pizza e gonfio di realtà anonime, Stefano Callegari è riuscito a differenziarsi e tracimare le sue aperture.

Lo consacra Sforno nel 2005, il suo locale di periferia, dove anticipa quella che (oggi) è la rivalutazione delle realtà di quartiere. Nella sua pizzeria di Cinecittà osa cercando di indottrinare al culto del lievito madre e si rende unico per una proposta con pizza d’autore, tra cui la sua iconica Cacio e Pepe. Nel 2008 apre un’altra attività dove «facevo pizza in teglia. È proprio lì nasce il concept di Trapizzino. Una vera invenzione che ha rivoluzionato il concetto del fare street food, diverso dal solito fritto di passaggio. Il nome del brand deriva dalla fusione del termine “tramezzino” e “pizza”, infatti si tratta di una tasca di pizza bianca a triangolo farcita» racconta Stefano.

Il format si «espande man mano nel tempo, mantenendo costante la sua identità con solo qualche rara contaminazione locale per poche insegne. I locali ora sono in totale 15: siamo arrivati anche Oltreoceano, con l’apertura di New York- è un modello che piace molto agli stranieri» spiega l’imprenditore. Risultati tangibili e grandi riconoscimenti negli anni derivati dalla capacità di generare un’azienda dall’idea di una “scarpetta da strada con il sugo all’interno”.

Grandi aspettative quindi sul prossimo passo del grande Callegari, previsto per questo 23 settembre. Romanè si chiamerà il suo nuovo locale, che inaugurerà nella capitale al civico 106 di Via Cipro. Proposta di cucina italica (non semplicemente romana) derivata dalle varie esperienze in ristorazione del titolare. «L’offerta sarà un po’ un riassunto e un’espressione di me stesso. La fettuccina al tortellino, per esempio, richiama una mia esperienza su una pizza. L’approccio internazionale si vedrà invece nei vini».

Una quarantina di coperti a sedere all’interno e una ventina all’esterno, in una location ristrutturata e abbellita con i “piatti del buon ricordo” sui muri, a testimoniare la necessità di una ritrovata concretezza che si riflette anche nello spazio. Aperto pranzo e cena il «modello di business è stato al momento pensato in modo snello: parto con questa apertura e, perché no, magari replicherò anche in qualche altra città. Parigi potrebbe essere la prima, una città importante a livello enogastronomico e che può accogliere questo progetto. Del resto, il nome Romanè, ha già in sé un eco di Francia per l’omonimia con il gotha del vino» conclude Stefano.

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Autore
Sofia Tarana

Sofia Tarana

Un'effervescente appassionata di cibo e bollicine di origine comunicatrice. Gli ingredienti della sua giovane esperienza hanno il sapore e il richiamo della tavola. Si avvicina allo studio del settore enogastronomico con un Master in Food & Wine Communication alla IULM di Milano. Ha collaborato nello staff di comunicazione di Simone Rugiati, noto chef toscano. Ha scritto per diverse riviste del panorama F&B ed è giornalista pubblicista presso l'Ordine della Lombardia. Cucina solo per amore e deve ancora trovare un piatto che non le piace. Della sua passione per la ristorazione ne ha fatto la sua miglior attrattiva, Direttore Responsabile in RistoBusiness Now.

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