Acqua Plose Pubblicità
Commissioni pagamento pos ristoranti

Ristoranti e pagamenti POS: credito d’imposta al 100% sulle commissioni

L’Italia, per molti aspetti, si differenzia sensibilmente dagli altri paesi europei e del, così detto, forse impropriamente, “primo mondo”. Badiamo bene, questa espressione non ha e non vuol avere alcun connotato esterofilo: l’Italia è un paese bellissimo, dove arte, cultura, buon vivere e buona cucina fanno da padroni. Troppo spesso, però, soffre di un ritardo congenito nell’adeguarsi alla modernità, all’innovazione. Un ritardo che si ripropone anche nel business e in quell’approccio internazionale che solo in alcune grandi città è di casa. Votarsi all’internazionalizzazione non significa certo perdere di vista le identità culturali locali, ma anzi potenziarle e renderle più fruibili grazie all’avvento delle nuove tecnologie.

Questo cappello è voluto per fornire un’informazione tecnica e un quadro d’insieme sulla questione che verrà approfondita qui. In molti settori economici e ambiti territoriali, i pagamenti elettronici sono ancora visti come strumento del demonio, la longa manus delle banche per mettere ancora di più le mani in tasca degli imprenditori e dello stato per controllore ulteriormente spese dei contribuenti e ricavi degli esercenti.

Inutile dire che mai approccio potrebbe essere più sbagliato e indice di una visione limitata e limitante. Il pagamento elettronico, se ben utilizzato e potenziato, può portare innumerevoli benefici ad un’attività ristorativa. Controllo dei ricavi e di possibili ammanchi o errori di cassa, velocità delle transazioni, maggiore igiene grazie ai pagamenti contactless e possibilità di profilare i clienti. Come vediamo tutti vantaggi indiscutibili.

Grazie agli ultimi interventi legislativi, già presenti nel 2020 ma ulteriormente migliorati nel 2021, ad oggi il pagamento elettronico è divenuto incredibilmente ed intrinsecamente conveniente. Infatti il vantaggio non è più ascrivibile unicamente al rapporto costo-beneficio, ma addirittura si può ritrovare in valore assoluto grazie ai crediti di imposta previsti dall’ultimo intervento normativa, nello specifico il DL n. 99/2021 il quale, andando a modificare una norma precedente, porta a al 100% il credito di imposta sulle commissioni per i pagamenti elettronici.

 Già dal 1 luglio 2020, grazie al DL 124 del 2019, per gli esercenti arti e professioni che accettavano pagamenti tramite:

  • Carte di debito
  • Carte di credito
  • Carte prepagate
  • Altri strumenti tracciabili

 

era possibile ottenere un credito di imposta del 30% sulle commissioni pagate per le transazioni tramite i suddetti strumenti.

Il credito di imposta, secondo quanto indicato dalla norma indicata, spetta per la cessione di beni e servizi a consumatori finali nel periodo intercorso tra il 1 luglio 2020 e il 30 giugno 2022 a condizione che l’esercente non abbia avuto nel 2019 ricavi e compensi superiori a 400.000 €. Quindi l’unico limite che dobbiamo ben tenere a mente è il limite di 400.000 € di ricavi e compensi nel 2019.

Il credito vantato grazie al riconoscimento del 100% sulle transazioni effettuate tramite POS potrà essere utilizzato in compensazione per tutti i pagamenti a decorrere dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa (quindi le commissioni di giugno potranno essere utilizzate in luglio) e deve essere indicato nelle dichiarazioni dei redditi in cui il credito di viene a creare e fino a quando questo non è totalmente esaurito.

Opportuno ricordare anche che il credito di imposta così generato non concorre a formare reddito imponibile sulle imposte sui redditi (IRPEF/IRES) e IRAP.

Il bonus viene determinato sulla base di un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate e l’esercente del POS (la banca o altro esercente) deve trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate alcuni dati tramite SID (Sistema di Interscambio flussi Dati).

Questi devono necessariamente riportare:

  • Il periodo di addebito (mese ed anno)
  • Numero operazioni e quelle specifiche verso consumatori finali (sono quindi escluse le carte aziendali)
  • Importo commissioni e quelle specifiche verso consumatori finali
  • Ammontare costi fissi
  • Codice Fiscale dell’esercente

 

Questa trasmissione di dati deve essere fatta entro il ventesimo giorno successivo rispetto al periodo di riferimento.

A quel punto esercenti e professionisti vedranno, entro il 20 del mese successivo, nella cartella PEC o nella apposita piattaforma dell’emittente il servizio di accettazione dei pagamenti elettronici l’importo utilizzabile esclusivamente in compensazione a mezzo F24.

Come abbiamo visto, oltre ai vantaggi generali ora abbiamo anche una buona ragione economica per sfruttare ciò che le nuove tecnologie ci mettono a disposizione.

In ultimo giova segnalare anche che per gli esercenti attività di impresa, arti e professioni, i quali lavorano principalmente nel B2C, quindi verso consumatori finali, è previsto un ulteriore credito di imposta per l’acquisto, il noleggio e l’utilizzo di strumenti che permettono pagamenti elettronici e per il collegamento con registratori telematici.

Questo credito di imposta, nella misura massima di 160 € è commisurato proporzionalmente ai ricavi e compensi percepiti nel periodo di imposta precedente, secondo il seguente schema:

  • 70% non superiori a 200.000 €;
  • 40% tra 200.000 € e 1.000.000 €;
  • 10% tra 1.000.000 € e 5.000.000 €.

Condividi l’articolo

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Autore
Lorenzo Paladini

Lorenzo Paladini

32 anni, laureato in Economia, Amministrazione e Diritto delle Imprese all’università di Pisa. Da 10 anni consulente aziendale presso lo Studio Ferulli, attivo fin dal 1958 nella consulenza aziendale, del lavoro e societaria. Lo studio ha sempre avuto il suo core business nelle aziende del Food & Beverage le quali rappresentano più dell’70% del fatturato dell’attività. Dopo aver frequentato un master in Bilancio e Amministrazione d’Azienda presso l’Università di Pisa diventa Consulente Senior RistoBusiness in ambito fiscale.

© Tutti i diritti riservati