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Club Milano trend inverno 2021

Risto-Club: nuovo trend invernale per l’entertainment milanese?

Si è parlato a lungo delle discoteche durante il Covid, ancora senza il via libera dal Governo con i propri clubber che sono fuori dal giro delle aperture. Una cerchia di amanti della musica, portatori di una storia importante, che dietro ai locali hanno fatto cultura attraverso l’arte, l’aggregazione e i brindisi tipici del far festa. Dagli anni ’70 al 2000 al centro del clubbing italiano- il fenomeno dell’andare per locali- c’è stata Milano che ora sembra pronta a ridare una nuova forma al suo entertainment- più contenuto e con alla base l'alta ristorazione.

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Difficile capire per i profani che cosa c’è di così profondo e affascinante nella club culture. Un vero e proprio movimento che si è imposto sulla scena internazionale a partire dagli anni ’70, con la capacità di mettere in connessione attraverso la musica posti tra di loro distanti- dalla romagna ad Ibiza con club simbolo come il Peter Pan e il Pacha. Piccoli ambienti di nicchia- indubbiamente alternativi- come bacini di persone che si rivedono in un tipo di musica, di estetica, di ambientazione e di sound condiviso. Nel tempo il concetto di club si è esteso a realtà più grandi, sovrapponendolo anche a grandi discoteche dal genere commerciale.

Il clubbing è molto di più di “fare festa”, è un fenomeno di costume– catalizzatore di influenze ed idee- che reca con sé un valore culturale e sociale- un luogo dove potersi esprimere liberamente, stare bene e condividere un modo di essere. Un ambiente che vive un declino da almeno 15 anni e che con il Covid è rimasto fermo e in sospeso- in attesa di una data per la ripartenza. Non esistono dati accurati, ma nelle grandi città come Milano (che ha segnato un’epoca nel mondo della notte) i club in senso stretto avevano già visto un’inflessione a partire dal 2000, per una serie di cause come insostenibilità economica, norme di sicurezza e dinamiche di protesta dei cittadini per il rumore.

Sorprendente è che la pandemia, seppur portatrice di una grande criticità per il mondo della notte, ha avuto la capacità di volgere uno sguardo all’indietro portando ad un revival di paradigmi ormai superati. Ed è come se si fosse ricreato un comparto del clubbing– riavvicinando quelle realtà che si erano disgregate negli ultimi anni. Iniziative pubbliche e mosse di sensibilizzazione hanno rifatto rivivere un senso di appartenenza e di identificazione nella sfera dell’intrattenimento– poco tenuta in considerazione dalle autorità dopo le chiusure per le limitazioni dei contagi- che ha registrato l’80% degli incassi in meno con solo un 20% dato dalle riaperture della scorsa estate.

Il mondo della notte ora cerca nuove prospettive dopo la pandemia, nella speranza di far vibrare di nuovo le sue serate. Milano da dettatrice di mode torna a guidare di nuovo l’intrattenimento, con i suoi clubbers uniti più di prima nel cercare di trovare una formula diversa per l’inverno. Nuove destinazioni si prospettano sulla scena meneghina con il format del club che riparte proprio dal ristorante, con una proposta all’insegna di musica di livello- cibo di qualità e bere ricercato.

Il lusso è sicuramente la parola d’ordine nella creazione di questi nuovi indirizzi lounge che investiranno nelle zone più in voga di Milano: Isola, City Life e Gae Aulenti sono i quartieri in testa allo scouting dell’atteso e ibrido trend dei risto-club. Location contenute con massimo 60 posti a sedere, dove la cucina gourmet à la carte si accompagna ad etichette di pregio, da stappare allo scoccare della mezzanotte per accompagnare qualche ballo circoscritto solo attorno al proprio tavolo con le stesse persone della cena. Ambientazioni sofisticate e riformulate nel design, sono finalizzate a fondersi con il tessuto urbano per ricreare l’atmosfera di un’oasi esclusiva per pochi membri. La Bullona e The Grace Club rappresentano già anticipazioni della volontà di sviluppare sempre di più questo format, che può segnare un cambio di paradigma dell’intrattenimento invernale in città- varianti del virus permettendo.

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Autore
Sofia Tarana

Sofia Tarana

Un'effervescente appassionata di cibo e bollicine di origine comunicatrice. Gli ingredienti della sua giovane esperienza hanno il sapore e il richiamo della tavola. Si avvicina allo studio del settore enogastronomico con un Master in Food & Wine Communication alla IULM di Milano. Ha collaborato nello staff di comunicazione di Simone Rugiati, noto chef toscano. Ha scritto per diverse riviste del panorama F&B ed è giornalista pubblicista presso l'Ordine della Lombardia. Cucina solo per amore e deve ancora trovare un piatto che non le piace. Della sua passione per la ristorazione ne ha fatto la sua miglior attrattiva, Direttore Responsabile in RistoBusiness Now.

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