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Redivivi

Viene quasi da ripensare a Samarcanda, la canzone di Roberto Vecchioni con il suo: «Ridere, ridere ancora» per qualcosa che, ormai, non fa più paura. Ma nell’aria sembra che si avverta, lo stesso, la presenza della «nera signora» quella minaccia attenuata che spaventa ancora e che fa da sfondo ad una ritrovata allegria. Ma qui non c’è stato nessun «oh oh cavallo» e da un evento inevitabile come il Covid nessuno è riuscito a scappare. Si è dovuta affrontare una crisi senza precedenti, puntando verso la propria “Samarcanda”, quella salvezza che si spera e (forse sembra) non «poi così lontana».

Sono trascorsi 14 lunghi mesi pregni di difficoltà ed incertezza, dove la ristorazione ha imparato, tra chiusure temporanee o definitive, che oltre alla luce esiste anche il buio profondo. Ma la paura è figlia del coraggio- quello che il filosofo Aristotele definiva come la prima delle virtù umane. E grazie alla fermezza, trascinata dalla passione, che hanno legato e spinto alla conservazione della propria attività, il settore ha constatato che nulla è impossibile e tutto è superabile- anche la peggiore delle criticità.

La ristorazione ha dimostrato tenacia, sfidando la contingenza. Aggrappandosi alla perseveranza è riuscita, con sfrontatezza, a guardare oltre il problema esaminandolo e capendo come raggirarlo. Ha attraversato un’esperienza intensa, profonda caratterizzata da sacrifici e sofferenze come una vera e propria lotta alla sopravvivenza. Un viaggio di sopportazione psicologica, di distacco affettivo ma anche di salite concrete e di montagne da valicare: il tutto mosso da un amore sincero e dal desiderio di giustizia e aiuti negati.

Riaprire per la ristorazione significa ritornare a vivere, di nuovo. Con un’altra forza, accresciuta dalla lunga lotta contro le limitazioni della pandemia. Con il vantaggio di una nuova consapevolezza, che è la propria capacità di resilienza- di far fronte ai traumi subiti. Mai come in questo momento si deve affrontare il futuro con una rinnovata professionalità, provando ad assecondare nuovi stili di vita e consumi e intercettando richieste e domande di una clientela cambiata.

Il domani, dopo un lungo periodo negativo segnato dalla pandemia, è pieno di possibilità e nulla sarà più come prima. Le imprese devono riprendersi la dignità accantonata, così come le persone che hanno dedicato anima, cuore e vita nell’offrire ospitalità, esperienze e benessere attraverso il proprio locale. La ristorazione è fonte di intrattenimento, emozione, cultura, tradizione, sperimentazione. Il mondo dell’informazione ha il dovere sociale e morale di riconoscere e diffondere che il fuori casa di oggi è portatore di cicatrici e testimonianze che saranno un patrimonio inestimabile e una lezione imprenditoriale per la conduzione e il successo delle attività a venire.

 

Photo credits: Danny Bernardini

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Autore
Sofia Tarana

Sofia Tarana

Un'effervescente appassionata di cibo e bollicine di origine comunicatrice. Gli ingredienti della sua giovane esperienza hanno il sapore e il richiamo della tavola. Si avvicina allo studio del settore enogastronomico con un Master in Food & Wine Communication alla IULM di Milano. Ha collaborato nello staff di comunicazione di Simone Rugiati, noto chef toscano. Ha scritto per diverse riviste del panorama F&B ed è giornalista pubblicista presso l'Ordine della Lombardia. Cucina solo per amore e deve ancora trovare un piatto che non le piace. Della sua passione per la ristorazione ne ha fatto la sua miglior attrattiva, Direttore Responsabile in RistoBusiness Now.

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