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QR code e menù in braille: Roma verso l’inclusività

Il progetto nasce dall'incontro fra l'Associazione ristoranti centro storico e l'Uici (Unione italiana ciechi e ipovedenti) di Roma. L'obiettivo è quello di agevolare la fruizione dei servizi a persone con disabilità visiva. Sono due gli strumenti a disposizione dei ristoratori al momento: dei QR code e i menù in braille. Vediamo nello specifico di cosa si tratta.

 

 

QR code e menù in braille

Come si possono rendere più accessibili i menù? Abbiamo intervistato Giuliano Frittelli, presidente dell’Uici Roma, che ci ha spiegato che al momento esistono due opzioni, i QR code e i menù in braille appunto.

Data la situazione attuale, a risultare più pratici sono i QR code: non solo permettono di evitare di toccare un oggetto (facilitando così l’assunzione di precauzioni anti-covid), ma possono essere utilizzati indifferentemente da tutti. L’unica accortezza da avere è quella di assicurarsi che la pagina a cui il QR code indirizza non sia una foto, ma un menù testuale; a quel punto la persona con disabilità visiva può leggerlo tranquillamente utilizzando un lettore di testo (screen reader), disponibile sia per android che per iOS.

L’altra opzione è quella di adottare dei menù in braille. Adottare il braille richiede però più passaggi: il ristoratore deve inviare il proprio menù al’Uici di zona (in questo caso l’Uici Roma si è messa a disposizione dei ristoratori interessati), che dovrà rimpaginarlo, riconfigurarlo e stamparlo in braille. Essendo un menù fisico rimane comunque più adatto a una prospettiva futura, quando non sarà più un problema che più persone tocchino lo stesso oggetto.

Entrambi gli strumenti sono comunque preziosi: «per chi non ha le competenze di utilizzo di uno smartphone è importante che ci sia l’opzione del braille, quello che vogliamo ribadire però è che è bene avere più canali, perché non tutte le persone sono informatizzate, ma allo stesso modo non tutte le persone conoscono il braille», ci spiega Giuliano Frittelli.

C’è infine un’ultima opzione, ed è quella per chi ha un’ipovisione: in questo caso il menù può essere stampato in nero, usando caratteri ingranditi. 

Prospettive future

Quali sono le direzioni in cui si può sviluppare questo progetto? Il primo passo è quello di esportarlo fuori da Roma. L’iter è facilissimo, in quanto il QR code è gestibile in autonomia dal ristoratore, mentre per adottare i menù in braille basta rivolgersi alla sezione dell’Uici del proprio territorio.

Abbiamo inoltre chiesto a Giuliano Frittelli se sono già state prese in considerazione iniziative future. Ci ha risposto così: «questo è un primo step, ma altre iniziative interessanti potrebbero nascere. Per esempio pensare a una formazione del personale che lavora in sala, fornendo qualche indicazione di massima su come comportarsi quando ci si trova davanti a un cliente non vedente. Bastano piccole accortezze, come aiutare il cliente a leggere il menù (nel caso fosse necessario), o dare delle indicazioni sulla disposizione tavoli, agevolando così gli spostamenti. Diciamo che sono più che altro regole di buon senso, regole di accortezza rispetto al prossimo, all’altro. Se uno non conosce una certa realtà però spesso non ci si pensa, e non per mancanza di rispetto, ma semplicemente perché non si rende conto delle necessità altrui.»

Un’opportunità per il ristoratore di andare in contro al cliente

L’inclusività è ormai, fortunatamente, un tema di crescente rilevanza anche per chi fa ristorazione. É fondamentale che la nostra società diventi più accessibile e inclusiva, e questo progetto dà la possibilità, con strumenti alla portata di tutti, di fare dei passi avanti. Ma quello che è fondamentale è avere la curiosità e la voglia di conoscere le prospettive altrui.

Vorremmo chiudere con le parole di Giuliano Frittelli: «quello che ci terremmo a far sapere è che questo è solo un approccio, un progetto pilota, ma sarebbe bello che tutti i ristoratori si ponessero il problema di come rendere più accessibili le proprie attività. Per esempio che i QR code li avessero tutti, e che insieme al menù cartaceo venissero dati in automatico, in modo che possano essere utile per tutti quanti. In ogni caso la cosa principale è sempre lo scambio, fondamentale per conoscere e conoscersi.»

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Autore
Matilde Ungaretti

Matilde Ungaretti

Antropologa e trend forecaster, con un background nel design. Dopo aver conseguito il diploma di fashion design presso il Polimoda di Firenze, e dopo alcuni anni di esperienza nel settore, si avvicina al mondo dei trend. Nel 2018 consegue la laurea in Antropologia culturale, e nel 2021 partecipa alla Trend and Foresight Academy Masterclass di The Future Laboratory. Scrive per diverse piattaforme, e si occupa di lifestyle, sostenibilità e trend. Osservatrice per natura, è sempre alla ricerca di nuove prospettive e nuove chiavi di lettura che le permettano di indagare il mondo e le sue dinamiche. Questo l’ha portata ad avvicinarsi al mondo della ristorazione, e ai trend legati ai consumi fuori casa e alle prospettive future del settore; diventa così Contributor per RistoBusiness Now in ambito scenari.

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