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Taverna la Cialoma Marzamemi_territorio

Puntare sul territorio, mare: Taverna La Cialoma a Marzamemi

Lo scenario della ristorazione post-Covid punta sul territorio, sulla freschezza delle materie prime e sull’accoglienza. C’è chi con questa formula ha da sempre anticipato i tempi, dimostrando grande intuito imprenditoriale, non solo per una valida proposta locale ma per la capacità di rilevare e riscoprire un luogo. La Taverna La Cialoma, a Marzamemi in Sicilia, è l’attività ammiraglia della ristoratrice e avanguardista Lina Campisi e del figlio Davide Fonterrè. Un tipo di ristorazione, così comunicativa, che sa “conquistare le piazze”.

Lina Campisi_Taverna La Cialoma_Marzamemi

Di come sarà la ristorazione post-Covid e delle propensioni dei consumatori, RistoBusiness Now ne ha già parlato qui, riprendendo un’indagine condotta per comprendere le evoluzioni del settore. I dati parlano chiaro: un intervistato su due (54%) non ha dubbi: avranno successo format che puntano sulla territorialità. Le persone hanno voglia di cose vere ed autentiche, dopo un lungo periodo sconfortante. Vincono, dunque, i ristoranti che si avvalgono di produttori locali, prodotti a km zero coltivati (o allevati) eticamente e che valorizzano un determinato posto.

Il luogo, infatti, non è semplicemente l’indirizzo dove si trova un ristorante, ma rappresenta molto di più. È l’espressione del territorio, del target di clientela che lo frequenta, della tipologia di domanda che viene richiesta, fino a diventare un tratto distintivo e differenziante. «Era il 25 agosto del 2001, quando io e mia mamma- da soli- abbiamo deciso di dare vita alla Taverna La Cialoma a Marzamemi» racconta così Davide Fonterrè l’inizio del suo business insieme alla signora Lina Campisi. «Ai tempi la Piazza Regina Margherita, dove tutt’ora è il locale, era poco valorizzata: non c’era nemmeno la pavimentazione e le casette intorno erano fatiscenti e abitate solo da pescatori».

Continua Davide: «Abbiamo anticipato i tempi e avuto un grande spirito imprenditoriale nel capire che avevamo l’opportunità di intervenire in una zona ancora poco considerata, ma che si stava aprendo al turismo. Inizialmente abbiamo lavorato con un tipo di frequentatore di passaggio, per poi puntare su quelli più stanziali e su una clientela di qualità, che negli anni ha investito per le proprie case di villeggiatura a Noto o Vendicari». Spiega poi: «Ora deteniamo il 70% delle attività presenti nella piazza. La nostra forza, oltre ad una gestione di famiglia, è stata la scelta di studiare format svincolati tra loro, che coprono segmenti diversi».

La famiglia Campisi- Fonterrè è proprietaria, oltre alla famosa e instagrammabile Taverna La Cialoma, anche di altre attività sulla stessa Piazza Regina Margherita a Marzamemi. «Donna Nina è, tra le nostre offerte, l’osteria di mare con soli 10 coperti, dove ci avvaliamo della figura dello “Chef itinerante”: come supervisore c’è sempre mia mamma Lina, ma diamo ogni due anni la possibilità a giovani cuochi di guidare la brigata. Poi c’è Liccamuciula, che in siciliano vuol dire “bambina golosa” ed è un restaurant-shop con un menù più gourmet, che per scelta non ha primi piatti- per non accavallarsi con gli altri ristoranti» precisa Davide.

La Taverna La Cialoma nasce dal gusto estetico e dalla visione di Lina Campisi, che ha fatto della cura per la sua attività il suo successo: «Mia madre ha riposto la sua stessa immagine nel suo locale, donando una coerenza ad ogni singolo aspetto e senza lasciare al caso nessun dettaglio. Le tovaglie, per esempio, sono tutte ricamate da lei, le decorazioni dei vasi derivano da sue ispirazioni tratte in Spagna, così come ha dipinto da sola le sedie dopo varie prove per trovare la giusta tonalità: tante realtà hanno provato a copiare il suo colore, un misto tra blu e verde, ma senza riuscirci» descrive con ammirazione il figlio.

Il nome “Taverna” è stato scelto volutamente: «Il termine trattoria non si addiceva alla proposta che mia mamma voleva portare sul tavolo. Il contesto e l’offerta è, seppur semplice, più ricercata rispetto ad una più normale trattoria. Il menù è caratterizzato da piatti poveri, della tradizione, che il turista si aspetta di mangiare» chiarisce Davide. E aggiunge: «Da sempre La Cialoma presenta un menù giornaliero, che varia a seconda del pescato e dei raccolti di frutta e verdura. La creazione e scelta dei piatti da inserire in carta spettano ancora a Lina, all’età di 72 anni. Si concentra sempre sui piatti della tradizione, come la “Ghiotta”, una zuppa povera dove il tonno è protagonista e viene selezionato dall’esperienza e conoscenza della materia prima di mia mamma- nipote dell’ultimo Rais di Marzamemi, il capo della tonnara».

L’identità de La Taverna La Cialoma è così distintiva e particolare da aver reso il ristorante l’immagine simbolo e la cartolina con cui Marzamemi viene individuata in tutto il mondo, come vera e propria espressione del territorio.

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Autore
Sofia Tarana

Sofia Tarana

Un'effervescente appassionata di cibo e bollicine di origine comunicatrice. Gli ingredienti della sua giovane esperienza hanno il sapore e il richiamo della tavola. Si avvicina allo studio del settore enogastronomico con un Master in Food & Wine Communication alla IULM di Milano. Ha collaborato nello staff di comunicazione di Simone Rugiati, noto chef toscano. Ha scritto per diverse riviste del panorama F&B ed è giornalista pubblicista presso l'Ordine della Lombardia. Cucina solo per amore e deve ancora trovare un piatto che non le piace. Della sua passione per la ristorazione ne ha fatto la sua miglior attrattiva, Direttore Responsabile in RistoBusiness Now.

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