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Preview Sigep 2022: nuovi paradigmi del fuori casa

La Preview di Sigep 2022, tenutasi in versione digitale dal polo fieristico di Rimini, è stata l’occasione non solo per lanciare le novità della manifestazione, ma anche per fare il punto sugli scenari dell'out of home. Il talk “nuovi paradigmi del fuori casa” ha analizzato come il settore si sta riorganizzando intorno a nuove esigenze e priorità dopo la pandemia. Conoscerle vuol dire avviare o continuare con successo un’attività.

Fuori casa_scenari

 

Durante il talk sono stati condivisi spunti e riflessioni intorno a quattro colonne portanti che caratterizzano il new normal del fuori casa:

  1. Location e architettura degli spazi
  2. Focus sul cliente
  3. Strategia multicanale e diversificazione
  4. Sostenibilità ambientale e responsabilità sociale

 

In merito al primo paradigma si riscontrano questi fenomeni: rinascita dei quartieri residenziali e delle città di provincia, importanza strategica degli spazi ampi e dei dehor, flessibilità degli spazi interni (in base al momento di consumo e disposizioni ministeriali), vantaggio di avere una vetrina con affaccio su strada per facilitare la somministrazione on the go, locali con accesso dedicato e riservato al delivery, pop-up e temporary store nei mesi estivi.

A sostegno del primo pilastro è intervenuta Augusto Contract, azienda di arredamento specializzata nell’hospitality e food service; ha realizzato format di successo come Panino Giusto, Poke House e Cioccolati Italiani- segue progetti dall’analisi di fattibilità fino alla consegna chiavi in mano. «Riferendoci agli spazi all’aperto, come azienda abbiamo constatato un grande aumentare di chioschi- una vera e propria tendenza del post pandemia. Più che locali, negli ultimi tempi abbiamo realizzato questi format (anche all’interno di spazi chiusi). Poter servire con distanziamento ha dato la spinta ai nostri clienti per poter dar vita a questi ambienti, di per sé più alternativi anche grazie al nostro contributo e degli architetti- questi spazi sono riusciti a dare al brand un’immagine più creativa rispetto al locale main stream» ha spiegato la Founder Maria Rita Notari.

Seconda colonna portante del fuori casa, dopo l’avvento del Covid, è il focus sul cliente su cui bisogna rimanere concentrati e dimostrarsi competitivi: Si declina nel: specializzarsi per rispondere a determinati target/momenti di consumo, distinguersi per valori nei quali il cliente possa rispecchiarsi, andare oltre il prodotto per garantire al cliente una experience completa, offrire al cliente un servizio efficiente veloce e personalizzato, investire in e-commerce e digitalizzazione: possibilità di scegliere, ordinare, acquistare prodotti e servizi a distanza in ogni momento.

Il cliente è al centro: «Prodotto, location e servizio sono i punti principali per far sentire speciale il cliente. Il prodotto deve avere una qualità di esecuzione ed estetica per attirare chi entra in un punto vendita e soddisfarlo. La location, inoltre, va scelta ad hoc e deve valorizzare l’ingresso e l’accoglienza del cliente con allestimenti che creino la giusta atmosfera. Servizio veloce al tavolo o al banco, per assecondare le esigenze post Covid. La digitalizzazione, su cui abbiamo investito, anticipa subito l’esperienza che il cliente farà una volta che sarà nel punto vendita grazie al sito e i social e lo farà ancora di più quanto attiveremo l’e-commerce» ha chiarito Angelo Mazzieri Founder e Owner di Pasticceria Bombè.

Strategie multicanale e diversificazione costituiscono il terzo pilastro: presidiare diversi canali (social, web, eventi fisici e digitali, media), implementare e diversificare l’offerta, aprire format diversificati, studiare proposte coerenti ai vari canali di vendita, diversificare format di location per implementare il business o affrontare cali e imprevisti. «In un progetto imprenditoriale, per portare le attività ad uno sviluppo, servono risorse ma anche un’offerta trasversale: al momento noi partiamo dalla pizzeria fino ad arrivare al ristorante gourmet; abbiamo ideato la trattoria di pesce, quella di carne, un gastro-bistrot» ha affermato l’imprenditore e chef Giancarlo Perbellini.

L’ultimo paradigma dei quattro è la sostenibilità ambientale e sociale. Gli strumenti messi in campo dai partecipanti sono stati: sostenibilità degli ambienti- mantenuti secondo normative e sociale intesa come possibilità di garantire posti di lavoro nel rispetto delle condizioni di lavoro, sostenibilità del buon senso nel selezionare fornitori attenti a questo tema etico, riduzione degli sprechi nella fase di produzione, scelta di packaging compostabili, utilizzo di energie rinnovabili, ottimizzazione dei consumi elettrici.

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