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Pop Up Cafè

Pop-Up Cafè: nuovo sistema di costruzione che ottimizza i costi del locale

Si chiamano Pop-Up Cafè e sono sistemi di costruzione flessibili e modulari per la realizzazione di locali, che offrono una significativa riduzione dei costi di progettazione e la possibilità di una rapida riconversione del modello.

Pop Up Cafè (2)

È il mondo che cambia, si evolve e punta a migliorare. Più rapido ed efficiente, attento agli sprechi, che siano energetici, economici, ideali. E poche altre cose sono fondamentali allo sviluppo del mondo, come i luoghi di somministrazione. Pop Up Cafè è la risposta alle esigenze di oggi e di domani: è un sistema di costruzione che si focalizza sui locali del fuori casa, come ristoranti e bar: si compone di moduli, in pratica scheletri che possono essere combinati, riassemblati e soprattutto smontati e spostati all’occorrenza. Il prototipo della convivialità liquida, che un giorno ha un nome e un volto, ma quello dopo potrà essersi cambiato d’abito e di identità.

Il progetto Pop Up Cafè ha il marchio a fuoco d’eccellenza di Augusto Contract, nome notissimo nel settore del design di interni e della progettazione, che nel corso del 2020 aveva condotto una ricerca insieme al magazine Coqtail Milano, dall’emblematico titolo “Food&beverage a Milano nel 2020: analisi e trend”: era stata la scintilla poi raccolta e alimentata dal panorama internazionale, che nella fruizione (e riconsiderazione) degli spazi, alla luce delle restrizioni derivanti dalla pandemia, aveva una fame disperata. Il bando Furnish-Fast Urban Responses for New Inclusive Spaces and Habitat è nato infatti proprio con il mirino puntato su progettazione, costruzione e sperimentazione/testing di elementi urbani mobili (Mue-Mobile Urban Element).

Brillante quindi il gioco di parole con cui la squadra italiana di Unpark (Politecnico di Milano), selezionata per contribuire al bando tra le otto università del continente coinvolte, ha battezzato i prototipi Muesli, cui è arrivata dopo test e lavori condotti al tramonto dello scorso anno. Si tratta per l’appunto di sistemi modulari in legno, che si prefiggono di ottimizzare gli spazi anche (e soprattutto) in funzione del necessario distanziamento sociale: a questi vanno ad aggiungersi poi strutture in metallo dedicate alle specifiche necessità tecniche, come nel caso del Pop Up Cafè. Intuitivo, logisticamente ergonomico e adatto sia a soluzioni temporanee che fisse, all’aperto o al chiuso. 

È d’altronde un’ulteriore sfaccettatura del ben più ampio concetto di sostenibilità: la necessità di riutilizzare, reinventare o comunque conservare in modo proattivo i materiali e le attrezzature di proprietà degli imprenditori. “I vantaggi di Pop Up Cafè sono molteplici”, spiega Giacomo Racugno, CEO di Augusto Contract: “permette di abbattere i costi di progettazione, di ridurre i tempi di installazione e di smontaggio e di allungare il ciclo di vita delle attrezzature”. Un insieme di voci che pesano nel bilancio delle attività economiche molto più di quanto un consumatore possa immaginare, e che concorre a separare i locali con progettualità e prospettive, dagli improvvisati. Dall’ottica opposta, potrebbe essere un passo temibile verso un’omologazione degli spazi e di conseguenza verso la perdita dell’identità dei luoghi. Solo il tempo potrà dare il responso. 

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Autore
Carlo Carnevale

Carlo Carnevale

Troppo pigro per lo sport, troppo distratto per la cucina, troppo in ritardo per i viaggi. Quindi scrive o ha scritto di tutte queste cose. Mosca da bar, innamorato delle storie da bancone e delle anime che lo popolano, per bere o per miscelare. E troppo curioso per non andare a raccontare le emozioni che si nascondono in ogni cocktail e ogni piatto

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