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Personalizzazione: Gusto 17 crea il gelato dei desideri

Ognuno ha il suo preferito, da custodire come una parte di sé stessi da rivelare a chi è in grado di capirci. E se qualcuno lo indovina spontaneamente, la reazione è quasi sempre la stessa: «Ma come facevi a saperlo?» con lo stesso stupore di chi si sente scoperto su un tasto davvero personale. Insomma, il gusto del gelato è una cosa seria. Lo hanno capito tre amici: Rossella De Vita, Stefania Urso e Vincenzo Fiorillo che a Milano con il format Gusto 17 hanno reinventato l’essenza del prodotto, riportandolo alle sue origini e personalizzandolo. Perché diciamolo con sincerità: oltre a quello che piace di più, chi non ha mai pensato al suo gusto dei desideri?

 

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Rossella, Stefania e Vincenzo con le aperture ci hanno proprio preso… gusto. Partiti con la promessa di: «Fare solo gelato che loro stessi avrebbero mangiato» ne hanno fatto la loro filosofia, fino a sviluppare un brand d’eccellenza. E pensare che prima tutti e tre si occupavano di altro- di finanza uno e di marketing le altre due- «Perché noi non siamo gelatieri, ma imprenditori» ma nulla li aveva “solleticati” così tanto come questo business.

Un tipo di affari che, in effetti, dimostra resilienza e lo conferma il fatto che gli italiani sono risultati nel 2020 come i primi consumatori mondiali di gelato artigianale, stando alla Fipe. Nonostante la sua domanda sia guidata anche dal turismo, il gelato ha avuto crescite importanti con il delivery perché è perfetto da consumare in casa o come sorpresa da regalare. «È un acquisto di impulso ed è anche un bel veicolo per inviare un messaggio a qualcuno. Inoltre è facile, trasversale e si presta ad essere mangiato all day long. Infatti si sta sempre più destagionalizzando, soprattutto al nord Italia dove viene preso tutto l’anno, seppur al sud rimane più forte il legame con la tradizione e il consumo estivo» dichiara la titolare De vita.

Nel 2016, dopo una serie di analisi sui segmenti del settore food, di business plan e un’attenta penetrazione del mercato milanese, i tre amici intuiscono che c’è un buco di offerta: «In quel periodo il gelato non era considerato così di nicchia» racconta Rossella. Ecco che individuano il loro format: snello e modulabile diversificando tra loro i punti vendita, il tutto amalgamato con un’offerta di assoluta qualità.

Una strategia che integra due punti vendita di proprietà pensati per una riduzione di spazi e di costi. Entrambi con una finestra su strada favorevole alla somministrazione on the go e un lab dedicato alla produzione interna: «Non abbiamo bisogno di stoccaggio. Produciamo poco e più volte al giorno per garantire la freschezza del gelato» spiega Rossella. Aggiunge inoltre: «Vincenzo è il supervisore di tutta la realizzazione del prodotto, abbiamo un controllo maniacale su tutto il processo. Formiamo i ragazzi per mantenere il livello qualitativo, ma non abbiamo standard perché non versiamo polveri».

Al punto vendita di Via Savona 17, in zona Tortona, si affianca nel 2018 l’altro store in Via Cagnola 10, in zona Arco della Pace, per presidiare aree specifiche della città di Milano e raggiungere target differenti: «Con il primo abbiamo raggiunto una clientela legata al settore della moda e design, mentre con il secondo ci siamo rivolti ad un pubblico più business e legato alla finanza» chiarisce l’imprenditrice. Contestualmente Gusto 17 ha agito sulla diversificazione, lavorando su più asset con un’azione shop in shop: «Siamo presenti con un negozio inserito in un altro negozio nella Food Hall all’ultimo piano della Rinascente, dove siamo riusciti ad inserire per la 1^ volta il gelato, ampliando l’offerta anche con la pasticceria. Abbiamo anche un corner dedicato da Voce Aimo e Nadia, il bistrot stellato in zona Scala e da Eataly nell’area dedicata ai dolci».

I fattori chiave del successo di Gusto 17 sono da identificare nell’unicità, data dall’eccellenza del prodotto: «Utilizziamo materie prime selezionate e ingredienti naturali come le uova di Parisi, il pistacchio salato 100% Sicilia– che è senza dubbio il nostro gusto di punta» che va a confermare il concetto di agri-gelateria su cui punta il brand: artigianalità in approccio agricolo. L’altro punto di forza è dato dalla personalizzazione: «Noi non creiamo, personalizziamo» precisa Rossella. Infatti, sono 16+ 1 i gusti in carta e il diciassettesimo- il gusto dei desideri– viene proposto da cliente attraverso i social o direttamente in store. Questa formula contribuisce a creare engagment nel cliente, portando ad un tasso di loyalty altissimo: «Chi ci prova, non ci lascia» sottolinea con orgoglio la Co-Founder.

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La customizzazione ha portato partnership interessanti, legando Gusto 17 con aziende appartenenti ad altri settori: «Abbiamo conquistato importanti brand di moda. Per la Fashion Week, per esempio, è stata creata una limited edition di tre gusti con i colori tipici degli stilisti: il grigio per Armani, il Giallo per Fendi e il Rosa per Schiapparelli». Questi nuovi stimoli hanno contribuito a sdoganare l’immagine autoreferenziale della pasticceria, che spesso si identifica con il Pastry Chef o la persona che detta la filosofia. Gusto 17, invece, si pone dalla parte delle persone e dei suoi clienti, non rimanendo ancorato a vecchi schemi e ribaltando la prospettiva nel modo di fare il gelato: «Infatti, volutamente, non diffondiamo mai le foto di noi tre soci» conclude Rossella De Vita.

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Autore
Sofia Tarana

Sofia Tarana

Un'effervescente appassionata di cibo e bollicine di origine comunicatrice. Gli ingredienti della sua giovane esperienza hanno il sapore e il richiamo della tavola. Si avvicina allo studio del settore enogastronomico con un Master in Food & Wine Communication alla IULM di Milano. Ha collaborato nello staff di comunicazione di Simone Rugiati, noto chef toscano. Ha scritto per diverse riviste del panorama F&B ed è giornalista pubblicista presso l'Ordine della Lombardia. Cucina solo per amore e deve ancora trovare un piatto che non le piace. Della sua passione per la ristorazione ne ha fatto la sua miglior attrattiva, Direttore Responsabile in RistoBusiness Now.

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