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Intenzione per raggiungere meta

L’intenzione, quella sentita volontà che accompagna alla meta

Da non associare all’obbiettivo, l’intenzione ha un percorso che conduce alla meta che si articola in modo più libero e meno pretenzioso. Parola ancora poco usata nel business, forse per la sua essenza più piacevole e poco aggressiva, è un’espressione della volontà che reca in sé il segreto e la forza per il raggiungimento di grandi risultati aziendali.

 

Perseguire un'intenzione

 

“Avere un’intenzione” è fondamentale per raggiungere ogni singolo scopo. È quell’energia vera, autentica, forte e capace di farti realizzare. Una forma dei propri desideri che può concretizzarsi con il proprio agire e nel quale è possibile identificarsi.

L’intenzione è il punto di partenza per mettere in atto ogni sogno. “Avere un’intenzione è…” quando si desidera veramente che qualcosa accada. La resilienza è una forma di vittoria, che esprime una storia cominciata anni prima senza mai smettere di perseverare con convinzione. Avere una reale intenzione è meglio che possedere un singolo obiettivo- espressione che, nella mia vita professionale di coach, mi trovo continuamente ad incontrare. È interessante osservare che quando ci si prefigge un obiettivo si tende ad illuminare solo il punto d’arrivo e non il percorso necessario per raggiungere la meta, ma ci concentriamo solo sul finale. Provare a spostare il focus sul processo, permette di notare la bellezza del cammino che si sta compiendo, la preziosità e le scoperte che ci sono in between, nel mezzo.

Se ci si sofferma solo sul raggiungimento dell’obiettivo, il rischio è quello di non vedere e cogliere tutte le sfumature, le possibilità, le scoperte, che si presentano nel viaggio e nei progressi quotidiani che si raggiungono per costruire qualcosa che interessa. Inoltre, si potrebbe anche escludere a priori tutto ciò che il caso propone e che potrebbe mettere a contatto con qualcosa di più ricco, visionario, importante, adeguato e giusto per se stessi o per l’organizzazione di cui si fa parte. E magari si scopre anche una via completamente differente da quella che avevamo tracciato.

Se prendiamo in esame la parola “intenzione” emerge che è un orientamento della coscienza verso il compimento di un’azione. È una direzione e una linea implicita della volontà verso un determinato fine, che mantiene però un’apertura per accogliere quello che nel mentre si può verificare. La cosa veramente sorprendente è che dentro alla parola “intenzione” non c’è quel rigore e non ci sono quei paletti molto precisi che, invece, la parola “obiettivo” porta con sè. Però il termine “intenzione”, nell’intercalare più comune, è ancora legato anche a dei risvolti più rinunciatari, un po’ come i buoni propositi che non sono seguiti da fatti concreti.

Nel business, purtroppo, è ancora poco usata e se ne tralascia la sua incredibile ricchezza e efficacia per favorire, invece, gli “obbiettivi”. L’intenzione emerge dal cuore, è qualcosa di sentito che istintivamente porta ad allontanare dal mondo cinico e distaccato degli affari. Quando un’intenzione si manifesta si avverte già una bellezza, ma soprattutto una pienezza, che in parte si è già interiormente raggiunta senza essere comunicata, come succede invece con l’obiettivo da cui emerge una mancanza di qualcosa. In una frase come: “L’obiettivo è arrivare lì”, si percepisce già un senso di frustrazione perché sta a significare che bisogna colmare quanto fino a quel momento non è stato raggiunto e la strada è lunga e insidiosa.

Invece dire: “Ho intenzione di rendere questo posto di lavoro un ambiente più interessante”, denota un pensiero già in parte costruito e lì a portata di mano. C’è una gentilezza nell’esplicitare le intenzioni, che gli obbiettivi invece non valorizzano perché sono vissuti con molto più accanimento e aggressività. È come se l’obiettivo parlasse più di numeri e performance, mentre l’intenzione parlasse più di attitudini.

Quindi, l’intenzione fa anche un altro lavoro molto piacevole: non crea frustrazione e soprattutto ci allontana da modi di agire uguali per tutti e dalla convinzione -errata- che ci possa essere una sola possibilità per arrivare alla meta finale e un solo punto di arrivo. A volte si pensa che solo seguendo una certa strada si possa raggiungere un certo obiettivo, ma così facendo escludiamo automaticamente tutta quella bellezza che nasce e cresce dall’incontro inaspettato con gli altri, dagli eventi e dal caso, dalla forza dell’intuizione e dalla conoscenza profonda che arriva direttamente dal cuore.

Intenzione è desiderio intenso, volontà e decisione. Nel detto popolare volere è potere, c’è un significato profondo. Anche nel motto “Volli, sempre volli e fortissimamente volli” che ha reso ancora più celebre il nostro scrittore e drammaturgo Vittorio Alfieri è contenuto un grandissimo messaggio.

Grande grinta, determinazione e intenso convincimento sono appannaggio di tutti i grandi manager e imprenditori che, grazie a questa qualità, sono stati in grado di ottenere risultati straordinari e di costruire veri e propri imperi economici. Grande costanza e grandi risultati sono un binomio indissolubile. La capacità di reagire e di dimostrarsi flessibili va sempre ricondotta ad una grande forza d’animo.

Esistono 4 definizioni fondamentali del termine intenzione:

  1. L’intenzione è il fattore di comando più intenso che esista: “Una cosa succede perché si intendeva farla succedere”

Senza intenzione niente può essere realizzato. Un manager o un collaboratore devono, per prima cosa, aver voglia di realizzare il loro risultato. Questo aspetto è legato alla volontà di superare gli ostacoli, che per forza di cose esisteranno lungo il percorso della realizzazione di un obbiettivo. La propria volontà di ottenere un risultato deve essere superiore alle “volontà opposte”, cioè tutte quelle barriere composte in parte da reali situazioni pratiche e in gran parte dalle volontà altrui che possono essere divergenti, se non addirittura contrarie alle proprie.

  1. L’intenzione non è il comando verbale. È l’onda portante che porta con sé la verbalizzazione: “Voi intendevate che qualcosa succedesse ed è successa”

Non ci sono parole che più di altre esprimano il concetto di intenzione. Non è vero che un ordine impartito esprima in se stesso l’intenzione di realizzarsi. È invece vero che si tratta di un approccio mentale: quando ci rivolgiamo a qualcuno dobbiamo, innanzi tutto, voler davvero che quella cosa che stiamo chiedendo si materializzi nella realtà. Se siamo noi i primi ad avere dubbi o perplessità, ecco che allora le “volontà opposte” stanno avendo il sopravvento sulla propria volontà e sarà piuttosto facile prevedere che l’obbiettivo chiesto verrà fallito. Chiedere è già metà di avere, ma l’altra metà sta nel volerlo davvero. L’approccio mentale, che metti nel momento in cui chiedi qualcosa a un tuo collaboratore o a un compagno determina da subito la buona riuscita o meno di quella richiesta.  Ci sono persone che preferiscono essere diplomatiche piuttosto che risolute. Non c’è niente di sbagliato in questa scelta: ci sono casi in cui la diplomazia è la giusta medicina. Ma dopo che questa ha avuto il suo corso serve che le cose vengano eseguite ed è a questo punto che deve entrare in gioco l’intenzione.

  1. Intenzione è la manifestazione della volontà e del convincimento

Quando siamo convinti di qualcosa ci ritroviamo in uno stato mentale nel quale diventiamo risoluti e determinati. Ad esempio, poniamo convinzione nel proprio prodotto, nelle proprie risorse e nella propria competenza. Tutte queste cose sono prologo di buoni risultati. Atteggiamento e piglio risoluto fanno parte di un approccio mentale colmo di intenzione e di desiderio di realizzare un fine.

  1. L’intenzione è un processo continuo

La voglia e il desiderio di realizzare qualcosa non finiscono mai. Non è un aspetto che generi all’inizio e poi lasci che faccia il suo corso. Non funziona così. Perché qualcosa davvero succeda bisogna reiterare con la propria volontà. Continuare a volere è il segreto di tanti obbiettivi raggiunti. Non demordere ed imprimere sempre nuova energia alla spinta verso il risultato. Imparare a conservare un livello emotivo alto, dall’inizio alla fine del processo, è un’abilità significativa. Per questo vale la pena applicarsi ed allenare l’intenzione-sempre.

L’intenzione può essere definita come, “Il desiderio che qualcosa avvenga”.  È un ingrediente che può essere messo in dosi sempre più corpose, fino ad ottenere l’ambizione assoluta, quella a cui nulla può resistere. Volete che qualcosa accada? Desideratelo intensamente, desideratelo ora! Non significa sperare che accada, né credere che ci siano buone possibilità, ma vuol dire non prendere nemmeno in considerazione l’ipotesi che possa accadere qualcos’altro se non quello che si vuole che accada. Questa è l’intenzione allo stato puro.

L’intenzione non ha nulla a che fare con le parole, la logica o i movimenti del corpo. L’intenzione è una sorta di onda energetica, di atteggiamento mentale interiore, che si propaga verso l’obiettivo e che porta con sé le parole dette, esattamente come un forte vento porta con sé le foglie. L’intenzione è impalpabile, ma colpisce. È un flusso ordinato di forze dirette ad un obiettivo. Non è sparpagliato o disordinato.

L’intenzione non si amplifica con la forza, ma con la purezza. L’intenzione viene meno con il manifestarsi delle insicurezze, con i fallimenti piccoli e grandi; ad essa si sostituisce a poco a poco la forza, il tono della voce, il volume… ed alla fine perfino la minaccia pur di ottenere il controllo, pur di veder esaudito il comando. L’intenzione pura non ammette né i “forse” né i “ma”.

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Autore
Enrico Spinelli

Enrico Spinelli

Inizia prendendo il master in Counseling e Coaching psicologico presso FCP (formazione continua in psicologia) a Roma, poi consegue il master e diploma presso Fondazione Academy di Milano in comunicazione. Fa un passaggio anche nell’ambiente PNL e per curiosità abbraccia anche l’ambito olistico. Nel 2009 si occupa di un progetto in Israele per riconoscere tratti ed espressioni facciali in modo universale e segue il sistema F.A.C.S Facial Action Coding System. Dal 2010 al 2016 crea ES Academy, una struttura di formazione per ricerca e sviluppo del talento, della comunicazione, public speaking, leadership, team Building e Time Management. Nel 2017 viene premiato all’International Coaching a Madrid ed inserito in una graduatoria speciale per un progetto sulla comunicazione manageriale. Nel 2017 e 2018 collabora con Open Source Management, azienda nel mondo della formazione imprenditoriale. Nel 2019 fonda Oceania Group Italia, struttura che basa il suo DNA sull’importanza del Capitale Umano per le aziende. Dal 2020 ricopre la posizione di Consulente Senior RistoBusiness in ambito Coaching e Risorse Umane.

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