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L’effetto della pandemia sul settore ristorativo-immobiliare

La pandemia ha avuto e sta avendo un impatto dirompente sull’economia del nostro Paese. La contaminazione è stata invasiva per ogni settore e la ristorazione risulta tra quelli maggiormente danneggiati, anche analizzata dal punto di vista immobiliare. Tra le cause l’assenza di turismo e il ricorso allo smart-working. A trainare il mercato del non-residenziale, che include attività commerciali come bar e ristoranti, è l’affitto con la richiesta di piccoli spazi. In calo sono, invece, le compravendite.

L’effetto-della-pandemia-sul-settore-ristorativo-immobiliare-Attacco

«Ma era bella, bella davvero/ In via dei matti numero zero», cantava Sergio Endrigo nel ritornello della sua canzone. Piccolo, in affitto, con i tanti “senza” che hanno fatto “impazzire” l’Ho.Re.Ca: è questo il nuovo “cercasi” che si annuncia nel mercato immobiliare-commerciale, se in quel testo si prova a sostituire la parola “casa” con “location”. Mentre le saracinesche delle attività vanno su e giù, spesso non si indagano abbastanza le ripercussioni di questo fenomeno, che dal settore ristorativo in sé e per sé si ripercuote anche su altri, come un vaso comunicante.

La ristorazione negli ultimi anni aveva guidato il mercato commerciale, ma l’emergenza sanitaria ha ribaltato le carte in tavola penalizzandolo in maniera davvero significativa. Il 2020 per la compravendita di immobili da destinare a bar e ristoranti è stato un anno terribile: «Nei primi nove mesi sono state scambiate in tutto 17.380 unità contro le 22.134 unità dello stesso periodo del 2019, facendo registrare una contrazione del 21,5%» lo rivela un’analisi condotta da Tecnocasa, principale player di settore.

Il retail sta pagando non poco l’arrivo del Coronavirus, che ha portato ad un crollo del turismo internazionale, su cui basavano il loro business città come Roma e Firenze e di cui beneficiava anche la rispettiva ristorazione. Per le città come Milano è stato soprattutto lo smart-working ad aver penalizzato il mercato delle location ad uso commerciale. Lo testimonia una massiccia liberazione di spazi, con immobili proprio dismessi, che a sua volta sta portando a riposizionamenti e nuove aperture per le realtà capitalizzate che possono permetterselo.

L’89,8% delle richieste registrate dal Gruppo Tecnocasa sono rivolte a tipologie in locazione, mentre solo il 10,2% in acquisto e sulla percentuale complessiva delle richieste immobiliari il 24,9% sono finalizzate all’apertura di attività di somministrazione, che risulta un dato incoraggiante per il futuro del settore.

Questo scenario di incertezza ha generato una mancanza di fiducia, che unita alla disoccupazione crescente e recessione economica ha portato a delle ricadute anche sulle richieste in ambito commerciale. Se prima, in momenti di crisi meno catastrofici, una scelta immobiliare risultava tra le più azzeccate, ora spaventa l’idea di un investimento a lungo termine.

La mancanza di liquidità ha portato anche alla rinegoziazione degli stessi affitti, con la riduzione della cifra da corrispondere o addirittura la sospensione momentanea. Mancando norme precise per l’accordo l’unica via è un’intesa tra le parti, con sforzi da parte dei proprietari per cercare di aiutare una categoria in difficoltà. «I canoni di locazione a livello nazionale sono in diminuzione, così come i prezzi: sulle vie di passaggio sono diminuiti rispettivamente del 3,4% e del 3,3%» spiega sempre la ricerca.

La situazione ha portato anche ad un ripensamento degli ambienti per un riadattamento alla nuova normalità: «La domanda si concentra prevalentemente sulle metrature e fino a 100 mq. Importante la presenza della canna fumaria e la possibilità di poterla installare» riporta Tecnocasa. Inoltre, si ricercano location dotate di spazi esterni per accogliere i clienti in maggior sicurezza e garantire il distanziamento: «Chi stava cercando un immobile prima della pandemia si è fermato per capire meglio come organizzare l’attività». I dehors hanno compensato la riduzione degli spazi interni e l’esenzione del pagamento per l’occupazione del suolo pubblico, che per la somministrazione è stata prolungata fino a luglio, è stata una misura straordinaria per cercare di favorire la ripartenza di un asset portante per la nostra economia.

L’analisi condotta sul mercato immobiliare-commerciale, se letta con la giusta visione, mette in luce un’opportunità di business per gli imprenditori con liquidità, che vogliono approfittare di tre coefficienti combinati: la contrazione della realtà immobiliare, il cambio di domanda e differenti modelli di consumo. Gli affitti più calmierati offrono più garanzie per il locatore, che può puntare ad una negoziazione favorevole ai suoi interessi. La richiesta di metrature ridotte permette un minor investimento iniziale, con un rischio più contenuto da parte dell’imprenditore. Inoltre, l’ottimizzazione di spazi e costi rende più facile la gestione, consentendo l’apertura di più punti vendita. A questo punto entra in campo la replicabilità: si sviluppano format più agili con modelli di business pensati ad hoc per rispondere alla fruizione on the go, alla formula del delivery o al take away.

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Autore
Emiliano Citi

Emiliano Citi

Consulente e formatore nel settore della ristorazione. Inventore e creatore di RistoBusiness, il metodo professionale nella ristorazione tanto da renderlo un vero e proprio percorso di formazione. Autore del primo evento in Italia sul Revenue in Ristorazione. È stato Food & Beverage Manager del Gruppo Planetaria (Enterprise Hotel Milano, Grand Hotel Savoia Genova, Hotel Continental Genova, Hotel Pulitzer Roma, Ville sull’Arno Firenze, Villa Appiani Trezzo sull’Adda, Chateau Monfort Milano). Ha diretto, inoltre, importanti attività ristorative tra cui: Milan Marriot Hotel ed Emporio Armani Caffè. Ha conseguito presso la Cornell University, il master in Food & Beverage Management e quello in Restaurant Revenue Management. Ha ideato e realizzato format di ristorazione come Scarlett Pizza&Tiramisù, Fuoco e Vino Brasa con Cucina, Picò, Salsamenteria di Osvaldo, La Sartoria, Granace, Dolci Aque, NuOvo. Editore presso RistoBusiness Now.

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