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Dal Milanese_Luca Guelfi

La Milano bella per ripartire: “Dal Milanese” il nuovo progetto di Luca Guelfi

Luca Guelfi ristoratore

 

Per ricominciare, si torna dove tutto è iniziato. Quando quasi trent’anni fa Luca Guelfi apriva il Julian Cafè, stava in realtà squarciando il velo sulle abitudini dei milanesi (e degli italiani poi): era il primo locale con aperitivo a buffet, rito tanto controverso quanto consolidato, pietra miliare della celebre (o famigerata) Milano da bere. Mai, forse, avrebbe immaginato di ritrovarsi oggi con una sequela di insegne di successo aperte nel tempo (venticinque in tutto), e una pandemia globale a cui far fronte con la sua usuale visione verso il futuro.

Il futuro, appunto, dopo una vita che lo ha portato da Milano a Ibiza, passando per la Sardegna, gli Stati Uniti e il centro America, parla in realtà di tempi che sono stati, e perché no potranno fungere da trampolino per quelli che saranno. Inaugurato con soddisfazione il filone delle dark kitchen in via Archimede, la nuova apertura di Guelfi a Milano, nella stessa strada, si chiama infatti Dal Milanese: un richiamo a quel periodo traboccante di paure ed energie che furono gli anni del dopoguerra, forse mai così vicini dopo l’alienante esperienza delle chiusure causate dall’emergenza COVID-19. Una trattoria tradizionale, che manco a dirlo, ha il mirino puntato sul domani: novanta coperti interni e una cinquantina all’esterno, già gremiti in questo periodo di riapertura con dehors forzato.

Le atmosfere tipiche di un ambiente democratico (“con 30-35 euro mangi e bevi bene, è un momento in cui le trattorie sono tornate in auge”) si fidanzano con il design e le vibrazioni contemporanee, promettendo un matrimonio emozionante: la trattoria informale diventa luogo d’incontro d’alto profilo per visioni internazionali. Il menu è quindi un inno al periodo di massimo splendore (e spensieratezza, quanto mai invidiata oggi) di Milano, incastonata negli anni ’80 in un momento di straripante benessere e futuribilità: cocktail di gamberi in salsa rosa, filetto al pepe verde e altri piatti iconici del periodo, rivitalizzati dall’esperienza dello chef Emanuele Gasperini, vecchia conoscenza del gruppo Guelfi e già a capo di Big Sur in Sardegna e dell’oggi chiuso Saigon a Milano.

Di contro, un cocktail bar che va a braccetto con la nuova ondata di cultura della miscelazione, di cui Milano si è fatta portavoce negli ultimi anni: Dal Milanese si presta infatti come scenario fertile per il food pairing, l’accoppiata tra piatti e cocktail per un’esperienza degustativa più agile e moderna. Anche le ricette dei drink saranno ispirate agli anni dello yuppismo meneghino, per ricreare i sentori e in qualche modo le usanze di tempi memorabili; più in generale, l’attenzione sarà posta sul Made in Italy anche in cantina, con 80 vini scelti tra solo etichette italiane e 24 bollicine lombarde. “Il COVID-19 ha bloccato Milano in uno dei suoi periodi di picco, forse il maggiore della storia. Dal Milanese vuole celebrare la città e riportarla a quello che era”. Non c’è tempo di stare a rimuginare sui danni causati dalla pandemia: l’obiettivo dichiarato è quello di replicare il format negli Stati Uniti già nel 2022. Il passato e la passione di Guelfi sono le prime armi per potercela fare.

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Autore
Carlo Carnevale

Carlo Carnevale

Troppo pigro per lo sport, troppo distratto per la cucina, troppo in ritardo per i viaggi. Quindi scrive o ha scritto di tutte queste cose. Mosca da bar, innamorato delle storie da bancone e delle anime che lo popolano, per bere o per miscelare. E troppo curioso per non andare a raccontare le emozioni che si nascondono in ogni cocktail e ogni piatto

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