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Il Green Pass: tra diritti e dittatura

I più grandi eventi nefasti nel mondo hanno sempre avuto quattro cose in comune: paura, dolore, povertà e complottismo. Sensazioni, teorie e condizioni talmente vive da poter essere rappresentate dai 4 cavalieri dell’apocalisse reincarnati nell’era social-moderna. Ognuno di loro sale in sella al “cavallo” più congeniale in quel momento- dove il guerriero più famoso e seguito, però, è il complottismo.

TERRApiattisti, VACCINOpiattisti, Cinainfuriati, UFOrepressi, 5Gindemoniati, OSMcorrotti, PHARMAsanguisughe, TRUMPamuchiniani, MASCHERINAdepressi e gli ABBRACCIO dipendenti (quelli che l’ultima volta che hanno abbracciato qualcuno la televisione trasmetteva ancora in bianco e nero): è l’elenco dei “super-convinti” nell’era del Covid- ognuno a modo loro.

In effetti, un virus costruito in laboratorio ad hoc dalla Cina per affondare l’economia mondiale, è accattivante. Anche la volontà dei governi di uccidere alcune categorie professionali non è male- si è sempre saputo che alla Merkel i ristoratori italiani non gli sono mai piaciuti. Devo dire che i 5G che vengono iniettati al posto del vaccino iniziano a convincermi (solo un’antenna che ti cresce dentro una spalla può provocare quel dolore per giorni).

Tuttavia, i marziani che notte tempo con una navicella invisibile hanno spruzzato il virus sulla Cina, mi sembra l’ipotesi più probabile (chissà perché, poi, proprio sulla Cina? Sicuramente è stato il navigatore a spingerli a prendere l’uscita della rotonda sbagliata- anche ai marziani capita). E poi diciamocelo francamente: sono 60 anni che cerchiamo di invadere Marte, ora saranno anche un po’ indispettiti…

Fantasie accantonate: il Covid è solo l’ennesima pandemia che è nata come tutte le precedenti degli ultimi secoli, da un virus proveniente dal mondo animale, che è stato trasmesso a miliardi di essere umani. Tutte le epidemie e le pandemie si sconfiggono con la vaccinazione: la storia lo dice, la scienza lo dimostra.

Jonas Salk ha sconfitto la poliomielite, Luigi Sacco ha battuto il vaiolo, Behring ha scoperto il vaccino contro il tetano (quella famosa antitetanica che quando ci capita qualcosa ci viene iniettata come richiamo e verso la quale non opponiamo resistenza perché: “non si sa mai”).

Io non sono un immunologo. Non sono neanche un virologo- ma nemmeno i migliaia di No Vax e di complottisti lo sono. Da imprenditore devo basare il mio lavoro e le mie aziende sui numeri: ogni scelta è dettata dai numeri e i dati, solo quelli, parlano chiaro.

Zero sono le persone sotto i 60 anni che dopo la prima dose sono finite in terapia intensiva.

Il 70% degli over 80 che sono morti non erano vaccinati.

Il vaccino previene i contagi per l’88%; le ospedalizzazioni per il 95%; la morte per il 96%.

L’81 % dei casi positivi (quindi dei contagiati) non ha avuto neanche la prima somministrazione (tutti dati ISS).

Sono sicuro che, nonostante questi numeri siano così evidenti, ci sarà sicuramente il No Vax e il complottista più illuminato che sarà in grado di commentarli diversamente…ma il mondo è bello perché è avariato.

Oltre alla tragedia degli oltre 120 mila morti in Italia- e tra questi ci sono anche alcuni personali amici- il problema enorme è il carico delle terapie intensive e dei ricoveri, che se supera il limite di allerta, porta il sistema sanitario a non poter più garantire le normali e dovute cure (comprese le eventuali emergenze di qualsiasi altra natura). Questo ormai lo hanno capito anche le capre, per la buona pace di Sgarbi e Salvini.

E i numeri e la scienza dicono che per evitare questo dobbiamo vaccinarci. È anche vero che siamo in un stato di diritto e se non c’è un obbligo ognuno può scegliere se vaccinarsi oppure no. Tuttavia, in uno stato di diritto, ognuno ha il diritto di rispettare la salute dell’altro e lo stato ha il dovere di incentivare questo diritto.

Il Green Pass è uno di questi incentivi. A dimostrarlo il fatto che, il giorno dopo l’annuncio di Draghi e dopo le sue parole finalmente chiare nei confronti dei non vaccinati, c’è stato un boom di prenotazioni di oltre 250 mila persone.

Parliamoci chiaramente: se vogliamo andare in alcuni paesi dell’Africa subsahariana e in quelli dell’America latina il vaccino per la febbre gialla è obbligatorio. “Beh basta non andarci” risponderebbero i No Green Pass (già perché adesso ci sono anche loro). Il Covid, però, a differenza della febbre gialla, è ormai presenti in ogni angolo del mondo.

Sono un imprenditore e vivo nella ristorazione e di questo settore capisco perfettamente la stanchezza e lo stato d’animo di chi, per troppi mesi, ha perso non solo i soldi, ma anche i migliori dipendenti e spesso anche la dignità per provvedere al benessere della propria famiglia.

Quindi, capisco quelli che pensano che il green pass possa essere l’ennesima limitazione alla libertà di lavorare e fare impresa. Mi metto nei panni anche dei moltissimi che sostengono che non sono i ristoratori gli untori, perché nonostante per mesi i locali sono restati chiusi, la curva dei contagi è schizzata alle stelle lo stesso. Tutto vero. Non abbiamo, però, la controprova e non sappiamo se, con i locali aperti, la curva potesse restare invariata oppure subire una recrudescenza.

Certo, il green pass per alcune categorie (e per altre no) spesso si fatica ad accettarlo, anche se sembra che a breve sarà esteso anche per i mezzi di trasporto- giustissimo. Dobbiamo, però, comprendere che il green pass è, al momento, uno strumento che permette di ottenere 3 obbiettivi: 1) incentivare gli indecisi a vaccinarsi 2) tutelare le nostre vite e le nostre comunità limitando la circolazione del virus 3) evitare di chiudere le aziende nuovamente.

L’obiezione maggiore è sempre la solita: “Ma io non posso e non devo sostituirmi alle forze di polizia, chi sono io per chiedere il pass ai miei clienti? E la privacy?”. Ci sarà un decreto legge che risolverà questo aspetto, ma credo che ormai sia chiaro a tutti che, da oltre 18 mesi, non viviamo più in una condizione abituale e l’unico modo per ritornare alla vera normalità sarà iniziare adesso, portando avanti azioni straordinarie.

Eppure, perché ogni giorno leggo di disegni diabolici, costruiti dai governi e da entità oscure che hanno solo l’obbiettivo di distruggerci? Ora, io ho provato a calarmi nella più fervida mente di un complottista No Vax (e devo ammetterlo: ho provato non pochi disagi) ma non sono riuscito a trovare uno straccio di motivo per cui ci sia un interesse netto e preciso nel distruggere il settore turistico/ ristorativo, come non l’ho trovato per nessun’altra categoria danneggiata dal Covid.

C’è sempre stato un dubbio che mi attanaglia: dentro questo enorme partito del No Vax/Green Pass, se qualcuno si ammala di Covid che cosa farà? Continuerà a lottare contro un comitato scientifico-corrotto e un sistema sanitario-colluso, non curandosi? Oppure correrà di corsa al primo pronto soccorso chiedendo aiuto e ossigeno?

Cari No Vax e complottisti della domenica voi siete fortunati: la vostra libertà ve la garantiranno l’80% degli Italiani, che volontariamente decideranno di vaccinarsi e renderanno questo virus il più innocuo possibile.

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Autore
Emiliano Citi

Emiliano Citi

Consulente e formatore nel settore della ristorazione. Inventore e creatore di RistoBusiness, il metodo professionale nella ristorazione tanto da renderlo un vero e proprio percorso di formazione. Autore del primo evento in Italia sul Revenue in Ristorazione. È stato Food & Beverage Manager del Gruppo Planetaria (Enterprise Hotel Milano, Grand Hotel Savoia Genova, Hotel Continental Genova, Hotel Pulitzer Roma, Ville sull’Arno Firenze, Villa Appiani Trezzo sull’Adda, Chateau Monfort Milano). Ha diretto, inoltre, importanti attività ristorative tra cui: Milan Marriot Hotel ed Emporio Armani Caffè. Ha conseguito presso la Cornell University, il master in Food & Beverage Management e quello in Restaurant Revenue Management. Ha ideato e realizzato format di ristorazione come Scarlett Pizza&Tiramisù, Fuoco e Vino Brasa con Cucina, Picò, Salsamenteria di Osvaldo, La Sartoria, Granace, Dolci Aque, NuOvo. Editore presso RistoBusiness Now.

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