Acqua Plose Pubblicità
Home & Restaurant

Felix Lo Basso, i vantaggi dell’Home & Restaurant: meno costi del personale e spreco alimentare

Certo di non volersi più dedicare a ristoranti fine dining, l’imprenditore e chef Felix Lo Basso spiega i vantaggi del suo Home & Restaurant di Milano. Una formula più accogliente, pensata insieme alla socia Emiliana Ferraroni, per 12 ospiti per 12 portate che permette una maggiore attenzione al Food Cost e ai costi del personale. Prendere o lasciare.

Felix Lo Basso Home Restaurant

«Il ristorante è un’azienda e i conti devono quadrare» esordisce con la sua dirompenza e decisione Felix Lo Basso, mentre spiega le ragioni che lo hanno portato ad optare per il suo Home & Restaurant. «La pandemia per molti è stata una sfortuna, per me una fortuna perché mi ha permesso di fermarmi e riflettere: a 48 anni ho deciso di cambiare e avviare un progetto che avrei dovuto fare già 5 anni fa, quando Milano era nel boom».

L’interesse per l’Home & Restaurant arriva da lontano: «È un modello che in Asia esiste già da 10 anni, con il quale sono venuto a contatto durante le mie esperienze lavorative: vedevo le persone che ci lavoravano all’intero felici, senza quella costrizione nei locali che invece si avverte qui da noi- e i risultati li fanno lo stesso».

Un cambio di passo ben calcolato: «Ho realizzato un progetto nelle mie possibilità, che posso gestire più facilmente e sostenere meglio economicamente. Sono aperto da poco ma già ho le mie soddisfazioni considerata la pandemia. Ho già avuto un locale dispendioso: ora voglio eliminare dal mio vocabolario le parole “fine dining” e “gourmet”- ho chiuso con quel tipo di ristorazione».

«Ora il cliente cerca meno freddezza e un approccio più diretto: basta con quel filtro della ricettività» ed è per questo che Lo Basso ha tolto l’imbarazzo ed eliminato il distacco accogliendo i suoi ospiti in «una casa speciale, dove io sono il padrone di casa (lo stesso che alla mattina va a fare la spesa) che cucina per i suoi invitati».

Il format dell’Home & Restaurant permette di far quadrare meglio i conti: «si riescono a ridurre sensibilmente i costi del personale. Io sono un po’ un jolly che fa tutto: passo dal cuoco, al titolare, al sommelier (i vini li scelgo io), così rinuncio ai dipendenti ma non all’accoglienza. Siamo solo in tre in cucina e due in sala (e una di queste due figure fa anche la contabilità)».

L’offerta enogastronomica è molto mirata, come proprio un invito a cena dove oltre le 17,30 non si prendono prenotazioni: «chi viene da me non può scegliere i singoli piatti alla carta. Propongo solo un percorso completo con una degustazione di 12 portate. Non ci sono piatti per celiaci o che assecondano le varie filosofie di alimentazione. Mangiare da me è così: chi mi ama, mi segua».

Una scelta consapevole che permette la riduzione degli sprechi alimentari: «È tutto studiato sul Food Cost. Le pietanze sono scientificamente calibrate: proporre grammature piccole per tante portate mi permette di rientrare nel prezzo. Non preparo mai nulla in eccedenza, calcolo tutto per quelle 12 persone che verranno a cena e il giorno dopo rifaccio tutto da capo».

Il target di clientela è molto selezionato: «Le 12 persone che vengono al mio Home & Restaurant valgono come 100 in un ristorante con un altro modello. Preferisco lavorare su una nicchia e su numeri bassi, anche perché per me non ha senso avere un locale con 40 coperti se poi lo riempi un giorno sì e uno no».

La location di Via Menotti a Milano ha proprio l’atmosfera di casa: «C’è un ingresso molto “lord”, all’interno due salotti dove spiccano statue di gorilla- un po’ la mia simbologia. Però a fare tutto il ristorante è una cucina a vista, disegnata proprio da me, dove di giorno ci lavoriamo come tavolo da ufficio e di sera apparecchiamo per i clienti». Insomma, Felix Lo Basso è uno di quelli che nello stare a casa ha trovato i suoi vantaggi.

Condividi l’articolo

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Autore
Sofia Tarana

Sofia Tarana

Un'effervescente appassionata di cibo e bollicine di origine comunicatrice. Gli ingredienti della sua giovane esperienza hanno il sapore e il richiamo della tavola. Si avvicina allo studio del settore enogastronomico con un Master in Food & Wine Communication alla IULM di Milano. Ha collaborato nello staff di comunicazione di Simone Rugiati, noto chef toscano. Ha scritto per diverse riviste del panorama F&B ed è giornalista pubblicista presso l'Ordine della Lombardia. Cucina solo per amore e deve ancora trovare un piatto che non le piace. Della sua passione per la ristorazione ne ha fatto la sua miglior attrattiva, Direttore Responsabile in RistoBusiness Now.

© Tutti i diritti riservati