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Quali sono le previsioni sulla ristorazione per il 2022?

La rivista di economia statunitense Forbes ha analizzato quale potrebbe essere il futuro della ristorazione nel nuovo anno, soffermandosi su problemi come la difficoltà di reperibilità di materie prime e quella di navigare un mercato profondamente cambiato dalla pandemia.

 

Il primo argomento ad essere affrontato nell’articolo di Forbes sulle previsioni per la ristorazione è la questione della catena di approvvigionamento. Si legge nel testo: «la carenza di materie prime ha portato l’inflazione al massimo raggiunto negli ultimi 40 anni, mentre gli operatori stanno pagando quasi il 60% in più per carne bovina e cereali rispetto a solo un anno fa. Se la sfida non fosse abbastanza grande, gli operatori stanno anche affrontando il costo del lavoro più alto degli ultimi 20 anni, e un tasso di abbandono record nel settore.»

Per molti imprenditori questo scenario è stato la causa di chiusure, o il deterrente per intraprendere un nuovo business. L’industria della ristorazione si è così ridotta del 10%, a fronte però di una domanda per il mangiar fuori in crescita; questo ha spesso garantito un certo traffico per quelle attività che sono riuscite a sopravvivere.
Le sfide degli ultimi anni hanno inoltre fatto crescere moltissimo l’offerta di ristorazione a domicilio, che ora si va ad affiancare all’offerta in sede. Secondo Jack Li, fondatore e CEO di Datassential, la battaglia tra mercato della ristorazione a domicilio (magari supportata da un servizio di delivery appaltato a terzi) e di quella in ristorante si inasprirà nel prossimo futuro; ritiene infatti che tutti i ristoratori si debbano adoperare per raggiungere i consumatori domestici, perché è nelle case che ci sarà il maggior traffico.

Le previsioni sul futuro della ristorazione di Li sono quelle di una maggior offerta di opzioni a domicilio, ottimizzate attraverso un’infrastruttura digitale; prodotti e imballaggi dovranno inoltre essere riconfigurati per viaggiare lontano.

La nuova spinta creativa

In molti casi la pandemia ha significato un rallentamento delle sperimentazioni in favore di scelte più pratiche, che consentissero di garantire un servizio anche in condizioni precarie. La ruota creativa ha però ricominciato a girare, e si prevede che il 2022 segnerà un boom significativo per i nuovi prodotti.
«Ogni indicazione che vediamo nei nostri dati è che l’innovazione accelererà almeno fino ai livelli pre-pandemici, se non di più. C’è molta domanda repressa per qualcosa di diverso dal comfort food su cui i consumatori hanno fatto affidamento durante la pandemia», spiega Jack Li.

Ma quali saranno i punti più importanti dell’innovazione? Sicuramente una maggiore apertura verso sapori provenienti da altre cucine. Fra i paesi da cui si dovrebbe prendere più ispirazione:  Sud-est asiatico, Sud America, Caraibi, Nord Africa e Africa occidentale.
Altro ruolo importante lo avranno i prodotti plant-besed: non solo come prodotti sostitutivi della carne, ma anche come ingredienti da usare creativamente. La categoria soddisfa più di una semplice richiesta di opzioni di menu diversificate, ed è anche percepita come più rispettoso dell’ambiente, tema che è ormai centrale. Uno studio recente ha rilevato che quasi l’80% delle persone ha maggiori probabilità di acquistare un prodotto considerato ecologico, ad esempio.

Le previsioni per la ristorazione parlano di valori

L’elemento più importante è forse però il cambiamento (già in corso) nel modo di consumare e nelle ragioni che portano a fare determinate scelte di acquisto. «L’importanza dei valori personali in futuro sarà una cosa davvero importante nella comunicazione alimentare. Storicamente, i consumatori prendevano decisioni in base a convenienza, prezzo, gusto. Pensiamo che il dominio dei valori personali sia il prossimo grande motivatore alimentare», ha detto Li. «Il settantuno per cento dei consumatori afferma di fare scelte alimentari in base ai propri valori personali, e quel numero aumenta nelle generazioni più giovani».

Infine, si farà maggiore attenzione al valore nutrizionale del cibo e agli effetti che questo può avere sul corpo. Il Covid ha aumentato la nostra consapevolezza del corpo e della malattia, e per molte persone investire più energie per rimanere in salute è diventata una priorità. Ogni singola risorsa per stare bene è quindi preziosa, e il mercato di prodotti benefici alla salute e nutrizionalmente efficienti è in crescita. Jack Li ci parla anche di una correlazione fra cibo e mente: «la pandemia ha fatto cose orribili alla psiche delle persone e le aziende considerano la salute mentale come qualcosa che possiamo perseguire con il cibo. È abbastanza presto, ma pensiamo che ci sarà un movimento in questa direzione».

Cosa aspettarsi

Gli imprenditori avranno quindi davanti un anno non semplice, dove sarà necessario cercare ottimizzare le risorse e far fronte alla scarsa reperibilità delle materie prime; questo nuovo anno si prospetta però anche come caratterizzato da una spinta propulsiva e tanta voglia di innovazione. Chi vuole fare ristorazione nel 2022 dovrà impostare il proprio business su valori che rispecchino quelli dei propri clienti, e cercare di fidelizzarli sia all’interno delle mura del proprio ristorante, sia nelle loro case.
Come sempre poi è centrale l’attenzione al prodotto, che dovrà essere buono per il palato e per la salute.

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Autore
Matilde Ungaretti

Matilde Ungaretti

Antropologa e trend forecaster, con un background nel design. Dopo aver conseguito il diploma di fashion design presso il Polimoda di Firenze, e dopo alcuni anni di esperienza nel settore, si avvicina al mondo dei trend. Nel 2018 consegue la laurea in Antropologia culturale, e nel 2021 partecipa alla Trend and Foresight Academy Masterclass di The Future Laboratory. Scrive per diverse piattaforme, e si occupa di lifestyle, sostenibilità e trend. Osservatrice per natura, è sempre alla ricerca di nuove prospettive e nuove chiavi di lettura che le permettano di indagare il mondo e le sue dinamiche. Questo l’ha portata ad avvicinarsi al mondo della ristorazione, e ai trend legati ai consumi fuori casa e alle prospettive future del settore; diventa così Contributor per RistoBusiness Now in ambito scenari.

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