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Pianificazione portafoglio

Finanza personale: studiare una pianificazione diversificata con il proprio consulente

Dopo aver affrontato il discorso riguardante gli attori che possiamo trovare sul mercato per gestire al meglio i propri risparmi (Banche Posta Consulenti Assicurazioni) vediamo nello specifico quali peculiarità, indipendentemente dall’interlocutore, dovrebbe avere chi ci seguirà per almeno buona parte della vita e che deve necessariamente guadagnare la nostra totale fiducia.

 

Diversificazione portafoglio

 

È molto importante che il nostro referente abbia a cura le nostre reali esigenze e che quindi durante il colloquio ci ponga delle domande specifiche volte ad individuare nella maniera più chiara possibile ciò che ognuno di noi si aspetta dal futuro.

Diffidiamo da subito da chi ci vuole proporre soluzioni estemporanee senza prima studiare una pianificazione che deve necessariamente essere diversificata sotto differenti aspetti:

  • Diversificazione temporale: un buon piano strategico deve prevedere accantonamenti di breve, medio, lungo e lunghissimo termine
  • Diversificazione strutturale: deve contenere strumenti che abbiano differenti gradi di rischio, questo nel massimo rispetto della tolleranza che ognuno di noi ha ad esso, profilata tramite il questionario MIFID obbligatorio presso ogni interlocutore.
  • Diversificazione geografica: non è pensabile concentrare il proprio risparmio in una sola area geografica visto che oggi si può investire in tutto il globo
  • Diversificazione valutaria: anche le valute ci permettono di ottenere rendimento nel tempo o per lo meno ci permettono di non concentrare il proprio risparmio in un’unica divisa che comporterebbe un rischio di concentrazione
  • Diversificazione di prodotto: non è consigliabile sottoscrivere un singolo prodotto, pensando che risponda ad ogni esigenza, anche per patrimoni relativamente piccoli.

Ricordiamoci che non è importante interloquire con innumerevoli figure, né basta anche solo una ma che sia in grado di proporci soluzioni molteplici ed appunto diversificate.

Un’altra importante considerazione riguarda i costi che il nostro interlocutore ci dovrà comunicare; purtroppo il proverbio “chi più spende meno spende”, nella gestione del risparmio, non funziona. Malauguratamente, in Italia, esiste la moda di proporre accantonamenti con costi fissi alla sottoscrizione e/o al momento della liquidazione, questo è già un buon criterio per eliminare fin da subito chi chiede questo tipo di gabella. Differente invece è il “costo di gestione” nel tempo del nostro capitale. In alcuni casi viene prelavato in percentuale sul capitale investito o in altri (come nella consulenza indipendente) il professionista chiederà una parcella come fanno avvocati e commercialisti.

Ognuno quindi è libero di scegliere da chi farsi affiancare nella gestione dei propri risparmi, ed è un atteggiamento evidentemente consigliabile perché esiste anche il “fai da te” che però frequentemente ci fa cadere nel tranello dell’emotività. Avere una sorta di “navigatore” che ci indica la strada e ci sostiene nei momenti di difficoltà nel prendere delle decisioni che si riveleranno fondamentali nel futuro è una scelta intelligente, in fin dei conti: “due teste pensano meglio che una sola”.

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