Acqua Plose Pubblicità
Basket-Bond_venezia

Finanza innovativa: cosa sono e a chi si rivolgono i Basket Bond

Minibond: vicini all'economia reale...anche per alberghi e ristoranti.

Basket-Bond_imprese-turismo-e-ristorazione

 

Si chiama Basket Bond Turismo Veneto/spiagge, ed è una sorta di prestito obbligazionario collettivo rivolto alle imprese del turismo promosso da Venezia.

Quello dei Basket Bond è un sistema che si basa sull’aggregazione finanziaria tra più imprese (sono circa 50 quelle coinvolte in questa prima iniziativa,) e il taglio unitario di ogni singolo Minibond che costituirà il ‘paniere’ (basket) di questa operazione: sarà compreso fra i 200 mila e i 500 mila euro, secondo la dimensione dell’emittente.

I minibond avranno la durata di 12 mesi, saranno garantiti al 100% da un pool di Confidi guidato da Fidi Impresa & Turismo Veneto e costituiranno complessivamente un “paniere” di oltre 5 milioni di euro.

In questo periodo di forte crisi economica dovuta alla pandemia Covid-19, questi strumenti risultano essere utili e utilizzabili anche e  soprattutto da alberghi e ristoranti.

Nel contesto post-coronavirus le aziende di valore avranno sempre maggiori sinergie con i mercati finanziari, che oggi stanno beneficiando di un’ingente ulteriore liquidità emessa dai principali sistemi bancari cen­trali per fronteggiare gli effetti devastanti del Covid19.

Minibond come soluzioni per finanziare l’impresa

Ogni impresa necessita di risorse finanziarie per svolgere la pro­pria attività. Queste possono essere ottenute da più fonti e con modalità differenti. Le principali tecniche di finanzia­mento diretto di un’impresa sono riassumibili in 5 punti:

  1. Sottoscrizione di capitale di rischio (equity) da parte dei soci o di uno o più nuovi investitori
  2. Incasso di anticipi commerciali e/o incremento del fatturato (e ancor più del MOL) con tempi rapidi di incasso
  3. Accesso al credito bancario
  4. Emissione di un prestito obbligazionario (Minibond)
  5. Attribuzione di fondi pubblici a fondo perduto o a tasso age­volato per specifici progetti di investimento

Ovviamente l’effetto comune in tutte queste soluzioni è l’afflusso di quantitativo di denaro, mentre l’aspetto distintivo è la qualità di questo introito monetario. Una soluzione di finanziamento indiretto, invece, è individua­bile nella dilazione nei pagamenti dei debiti verso i fornitori, ri­sultato ottenibile con la negoziazione tra le parti.

Perché finanziare l’impresa con i Minibond?

A seconda dei tassi di mercato, l’emissione di un minibond po­trebbe risultare come la soluzione:

  1. Meno impegnativa sul fronte finanziario rispetto ad opera­zioni di equity, dove uno o più soci potrebbero trovare “diluita” la loro quota di capitale;
  2. Meno invasiva per l’assetto societario, che non subisce mo­dificazioni;
  3. Più propulsiva per incrementare il fatturato, attraverso l’ese­cuzione delle azioni programmate nel business pian;
  4. Più stabile rispetto al credito bancario, sottoposto ai parame­tri di Basilea 3, dove permane il rischio di rientro anticipato del fido;
  5. Più focalizzata sul business plan che sulle garanzie;
  6. Senza vincoli predefiniti di spesa, al contrario di come av­viene nella rendicontazione dei fondi pubblici – internazio­nali, europei, statali, regionali – concessi per specifici progetti approvati a valere su avvisi pubblici

Minibond: obbligazioni senza limiti contabili di emissione

In Italia, le obbligazioni sono strumenti finanziari di debito di­sciplinate dagli articoli 2410-2420-ter Codice civile (Libro V, Ti­tolo V, Capo V, Sezione VII Delle obbligazioni). Attribuiscono ai sottoscrittori il diritto al rimborso del capitale e all’ottenimento di un interesse ripartito in due principali modalità tra loro alternative:

  • Rim­borso Bullet, ovvero in un’unica soluzione del capitale maggiorato degli interessi al termine della durata del prestito prevista contrattualmente
  • Rim­borso Amortizing, ovvero del capitale e degli interessi ammortizzato per tutta la durata del prestito obbligazionario

Correlazione tra emissione di minibond e quotazione su brand e marketing aziendale

L’emissione di Minibond nell’ExtraMOT PRO o nell’ExtraMOT PRO di Borsa Italiana può generare degli effetti potenzial­mente positivi sul brand e sulle politiche di marketing aziendale. Innanzitutto, tra i consumatori la diffusione della notizia dell’approdo dell’impresa in Borsa Italiana consente di maturare una maggiore brand awareness (notorietà) finalizzata a conqui­stare una più estesa brand perception (conoscenza della marca). Ciò permetterà di registrare un innalzamento dell’indice del brand recognition, utile a misurare la capacità mnemonica dei consumatori di associare un marchio ad un prodotto/servizio o all’impresa proprietaria.

Inoltre, la pubblicità della quotazione di un Minibond nell’ExtraMOT PRO o nell’ExtraMOT PRO potrebbe essere finalizzata sia a migliorare la brand image, che ha la funzione di creare l’im­maginario e le aspettative dei consumatori sui prodotti e servizi aziendali, sia la brand identity, con cui l’azienda trasmette ai con­sumatori la percezione che desidera venga provata nell’utilizzo dei propri prodotti e servizi.

Sul piano del patrimonio aziendale, inoltre, tutto ciò può au­mentare il valore del marchio in condizioni di funzionamento, il c.d. brand equity, così come il valore del marchio in condizioni di cessione, brand value, per la loro accresciuta notorietà.

Questi elementi sono strettamente interconnessi col brand ma­nagement, che serve a potenziare il perceived value (valore perce­pito) del brand image e, quindi, ad innalzare conseguenzialmente il valore del brand in modo strumentale all’incremento delle ven­dite e del fatturato.

Prassi commerciali consolidate hanno attri­buito grande importanza al processo di brand activation, ossia la metodologia di marketing con cui un marchio diviene ricono­scibile tra i consumatori tanto da influenzarne le percezioni, le preferenze ed i comportamenti nelle fasi di acquisto dei prodotti e dei servizi. Non di rado, infatti, PMI che hanno raggiunto il collocamento in Borsa hanno conquistato nuovi clienti e quote di mercato pro­prio grazie alla loro maggiore notorietà.

Condividi l’articolo

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Autore
Vincenzo Donnarumma

Vincenzo Donnarumma

Laureato in Economia e Commercio a Firenze nel 2000, approfondisce le sue conoscenze professionali con Master su Temi del diritto della crisi di impresa (Corso di alta formazione di diritto fallimentare), Procedure fallimentari e crisi d’impresa, Corporate Valuation (strumenti per determinare il valore delle aziende) e corsi su tematiche specifiche come: diritto internazionale, Bandi della Regione Toscana, Revisori enti locali, diritto tributario. Dopo un’esperienza professionale presso l’Associazione Artigiana delle Piccole e Medie Imprese di Prato dove si occupa di promozione degli incentivi e agevolazioni alle imprese, lavora presso la società di Revisione Audit Consulting. Dal 2001 al 2006 collabora con uno studio Commerciale occupandosi di operazioni di finanza derivata per Enti Pubblici locali e pratiche di revisione per Aziende a Partecipazione Pubblica. Nel 2006 fonda lo Studio Donnarumma & Partners con quattro sedi sul territorio nazionale (Firenze, Prato, Milano e Napoli). Nel 2014 ha il primo incarico come Sindaco Revisore, dal 2015 al 2017 è Membro CO. CO.GE di una società quotata in Borsa Italiana. Oggi prosegue la sua attività di Sindaco revisore per 5 società. In qualità di esperto in materia di finanza ordinaria e innovativa e grazie all’esperienza maturata, è in grado di fornire sistemi avanzati di Alert, approfondimenti delle principali cause che possono sfociare in una crisi di impresa e appropriati modelli scientifici per orientare le scelte più opportune ed adeguate in situazioni di instabilità e comunque di rischio-incertezze gestionali. La sua formazione continua, lo ha portato recentemente a partecipare come relatore per i corsi sulla Crisi D’impresa organizzati dalla Luiss School.

© Tutti i diritti riservati