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FICO Bologna: +21% di presenze nell’experience park con 26 ristoranti

Ritorna sul mercato, dopo oltre un anno di lavori, il parco tematico di FICO Bologna con un nuovo format immersivo. Numeri in crescita con un trend del +21% di presenze al mese e una spesa media raddoppiata. Questi i dati della ripartenza sottolineati dall’AD Stefano Cigarini, incaricato per il rilancio dell’experience park, che conta 26 ristoranti al proprio interno.

 

AD Stefano Cigarini FICO Bologna
L’AD Stefano Cigarini durante la Press Conference organizzata da FICO Eataly World

«Siamo ripartiti e non era scontato che FICO si rimettesse sul mercato, dimostrando fin da subito risultati che fanno ben sperare» lo ha affermato Stefano Cigarini, Amministratore Delegato di FICO Eataly World, durante la conferenza stampa organizzata per comunicare i passi avanti dalla riapertura. «I numeri crescono di mese in mese dimostrando un trend positivo, che se continua confermerà la perdita subita nel 2020 di 5 Mio, raggiungendo gli utili prefissati nel 2023» ha continuato il super manager dei Lesure and Theme Park, nonché tutt’ora CEO di Cinecittà.

Il mega parco del cibo italiano, che ha riaperto a luglio della scorsa estate, conta ogni mese il +21% di presenze, con un superamento della soglia di 23.000 abbonati e un aumento della permanenza media all’interno di FICO da 1,5 a 5 ore. «La spesa media per persona è raddoppiata rispetto al 2020 (con l’introduzione del biglietto a pagamento) e passa dai 15 euro a oltre 33 euro nel 2021, dimostrando un visitatore più di qualità- mentre le vendite online rappresentano il 50%» spiega Cigarini.

Per non arrestare il trend positivo, FICO sta puntando su un segmento di pubblico differente rispetto a quello per cui era stato progettato: «Il parco ora sta avendo riscontro da un target di residenti, cioè in un raggio di 300 km da Bologna- in questi sei mesi la maggior parte dei visitatori erano bolognesi; i restanti emiliani. Che cosa sta mancando? Sono assenti i turisti internazionali a causa della situazione del Covid e le scuole- normalmente abbiamo una frequentazione di 40-50 mila ragazzi all’anno» dice il CEO.

Da agosto a questa parte è tornato finalmente operativo anche il Centro Congressi, il più grande stage presente nella città di Bologna: «Abbiamo ospitato già un centinaio di eventi, seppur di dimensioni ridotte. La location adibita a meeting può contenere fino a 1.000 posti a sedere, anche se ora stiamo lavorando a capienza ridotta con la possibilità di sfruttarla al 50%. Il centro è, volendo, splittabile anche in 3 sale per dividere lo spazio in situazioni distinte» sottolinea l’Amministratore Delegato.

Sono molti i cambiamenti che hanno caratterizzato la rinascita di FICO: il parco è stato riprogettato per mettere le persone al centro dell’esperienza, con grande attenzione ai bambini e alle famiglie. Sono state realizzate 30 Attrazioni, costruite 7 aree a tema dedicate all’enogastronomia, rese vive 13 Fabbriche con proiezioni e show multimediali, creata una Fattoria degli animali all’ingresso, attivati i Tour gratuiti. Esperienze olfattive e padiglioni scientifici sono protagonisti nelle giostre multimediali dedicate a terra, fuoco, mare, animali e bottiglia.

In un parco del cibo… il cibo è protagonista nei 13 ristoranti tematici (a base pasta, carne, pizza, pesce, salumi, mortadella, formaggi, patate, tartufo) e nei 13 street food che esplorano il meglio delle specialità regionali italiane (dal Prosciutto San Daniele agli arrosticini Abruzzesi, dalla piadina Romagnola all’alta pasticceria Siciliana, passando per i confetti di Sulmona e la birra artigianale) per un totale, quindi, di 26 format differenti all’interno di FICO.

«FICO è il primo Food Park a livello mondiale, che fa vivere l’esperienza del cibo dalle origini al piatto in tavola- chi lavora qui è sia produttore che consumatore, perché offre le materie prime che sono state realizzate all’interno della struttura» racconta Stefano Cigarini. E conclude: «I ristoranti acquistano la maggior parte delle risorse dalle nostre fabbriche, creando un meccanismo circolare- una sorta di autosufficienza».

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Autore
Sofia Tarana

Sofia Tarana

Un'effervescente appassionata di cibo e bollicine di origine comunicatrice. Gli ingredienti della sua giovane esperienza hanno il sapore e il richiamo della tavola. Si avvicina allo studio del settore enogastronomico con un Master in Food & Wine Communication alla IULM di Milano. Ha collaborato nello staff di comunicazione di Simone Rugiati, noto chef toscano. Ha scritto per diverse riviste del panorama F&B ed è giornalista pubblicista presso l'Ordine della Lombardia. Cucina solo per amore e deve ancora trovare un piatto che non le piace. Della sua passione per la ristorazione ne ha fatto la sua miglior attrattiva, Direttore Responsabile in RistoBusiness Now.

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