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Melissa Forti

Dolci news da Melissa Forti: in TV con Giorgio Locatelli e a Copenhagen con Cafè Duse

Deliziosa la sua persona, proprio come le sue torte. Modi gentili e voce delicata, con Melissa Forti è facile il parallelo tra lei e il suo lavoro nella pasticceria. Di origini romane, si trasferisce a Sarzana per ragioni di amore: un cambio vita che consacra il suo successo. Prova per caso a preparare dolci, folgorata dai cupcakes dopo un viaggio a New York, e subito apre la sua prima sala tè nel borgo della Val di Magra. Da imprenditrice in ristorazione, lo diventa ora anche di se stessa come giudice (da novembre) nel talent show “Maitre Chocolatier” con Giorgio Locatelli. E nel frattempo avvia l’apertura del suo nuovo Cafè Duse di Copenhagen.

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Foto: Danny Bernardini

Melissa Forti racconta per RistoBusiness Now l’escalation del suo successo, strati di evoluzioni farcite di progressi- proprio come nelle sue migliori creazioni.

Come muovi i primi passi in questo settore?

Ho iniziato a fare questo lavoro 13 anni fa. Prima ero una “globaltrotter”, nel senso che ho cambiato tanti posti nel mondo: da Roma dove sono originaria, a Londra passando anche per Los Angeles. Poi per raggiungere il mio ex fidanzato, mi sono trasferita a Sarzana, in Liguria. Ho avuto la fortuna di prendermi un anno sabbatico, per ricominciare da capo- ero anche un po’ preoccupata perché passare da grandi città a piccole realtà di provincia è un bel cambiamento. Durante questo periodo mi sono messa in “ascolto” di me stessa e del mio futuro. Cucinare mi piaceva molto, ma non ero solita cimentarmi nei dolci

E poi cosa succede?

Durante questa pausa, decido di andare a fare un viaggio di piacere a New York. E lì ho avuto la folgorazione che ha cambiato la mia vita: ho visitato una pasticceria, di quelle che fanno torte a cinque piani, decorazioni di pasta di zucchero e cupcakes. Credo molto nelle coincidenze e, una volta tornata, ho deciso di dare un senso a quel colpo di fulmine e mi sono messa alla prova: una domenica uggiosa, in casa da sola, ho provato a fare dei dolci. Ma il primo tentativo non è andato a segno: non erano venuti molto bene…

Ti sei arresa o non hai mollato?

Ho deciso di riprovarci e non fermarmi ad un primo tentativo. La seconda volta il risultato è stato decisamente migliore, tanto che ho deciso di condividerlo con amici e conoscenti. Tra questi, Giacomo- titolare di un ristorante che le offre ai propri clienti. Il giorno dopo mi chiama e mi dice: «Sai che sono piaciute tantissimo? Me ne porti delle altre tutte le settimane?». Ho capito quindi che iniziavo ad avere soddisfazioni e mi divertivo anche, quindi mi sono messa a studiare per migliorarmi. Prima come auto-didatta acquistando libri di ogni genere, poi ho seguito una scuola in Inghilterra.

La svolta?

Da lì la svolta è stata breve e, come spesso mi succede, il destino ha fatto il resto. Credo che nel mio caso ci sia sempre stato un disegno, una congiunzione astrale che poi ha messo in fila i passaggi della mia carriera. Mia mamma mi ha rivelato che da piccola le dicevo che da grande avrei aperto una sala da tè- ed è successo. Ho ricollegato anche che, da adolescente, ero andata di mia iniziativa a lavorare in un negozio, perché volevo capire come gestirlo. Tutto prima o poi torna, in qualche modo. Ed ecco che, con gli unici e pochi risparmi che avevo, mi sono trovata ad aprire la mia prima sala tè a Sarzana con un’offerta di dolci di mia personale interpretazione.

Una, due, tre aperture…

Sì, il susseguirsi delle mie aperture su Sarzana è stato come la salita di una scala: a gradini. Il modello della sala tè l’ho scelto sia perché mi rappresentava e aveva una coerenza con la mia proposta, sia per una richiesta che mi veniva da parte di chi assaggiava i miei dolci e mi chiedeva di poterci bere qualcosa. Ho avviato il primo punto vendita in un luogo nascosto (con tutti i dubbi che mi insinuavano le persone per la posizione, che poi la gente ci veniva apposta lo stesso). La seconda attività era un pop-up per capire che risposta avrei avuto e la terza apertura mi ha consacrata.

Spiegaci dell’ultima Melissa’s Tea Room & Cakes…

Ne parlo con un po’ di nostalgia, perché è il locale che mi ha fatto conoscere. Un giorno camminavo per Sarzana e ho visto un portone aperto. Subito nella mia mente mi sono immaginata già tutto realizzato: la mia sala tè, già anche arredata. Poi giro lo sguardo e vedo inciso sul portone il nome del mio gatto, Rudy. Chiedo alla vicina affacciata al balcone: “Di chi è questo fondo?”. Ed ecco che praticamente in cinque minuti l’avevo già affittato ed è nata così la mia fortuna. Ora Melissa’s Tea Room & Cakes non è più aperta, ma non perché andasse male. L’ho chiusa con l’avvento del Covid perché è stata la situazione che mi ha aiutata a prendere una decisione- non sono una che ama chiudere le porte. Però devo crescere e non posso essere dappertutto, se devo dedicarmi a nuovi progetti. L’apertura di Copenhagen era già in cantiere da tre anni, quindi ancor prima che scoppiasse la pandemia.

Ecco parlaci del tuo Cafè Duse di Copenhagen…

Me l’hanno proposta a seguito di un incontro fortuito, quando mi trovavo in Germania dove ho lavorato spesso. Lì il mio libro è stato molto apprezzato, inoltre sono diventata popolare grazie alla mia presenza come guest chef del programma Kitchen Impossible. Quindi era frequente che mi trovassi a numerose manifestazioni del food. Tra cui un evento dove mi hanno invitata e presentata, attraverso il libro, ad un gruppo di investitori. In quel momento mi sono buttata senza troppo riflettere e ho sfruttato il mio momento: «Ho intenzione di aprire un’attività, mi finanziate?». Il mio approccio audace ha stupito ed è piaciuto e così mi sono ritrovata in affari per l’apertura di un nuovo format. Prima mi avevano proposto Dubai, ma non era in linea con me… poi Dusseldorf, troppo moderna-non mi rappresentava… sono passati due anni e finalmente abbiamo trovato l’incastro con Copenhagen, all’interno di un grande albergo di 243 stanze- il 25hours Hotel.

Come sarà il format?

Sarà diverso da Sarzana, quindi non replicherà quel modello. Sarà un locale più grande con più di 60 posti a sedere e un interior curato da Martin Brudnizki- lo studio di Design di Londra. Si tratta di un format nuovo, creato apposta per questo nuovo progetto. Consisterà in una sala da tè con caffetteria, che coprirà varie occasioni di consumo spalmate su tutta la giornata, con proposta sia dolce che salata: da metà mattina con le colazioni, al light lunch dove si troveranno anche prodotti come i testaroli, per poi arrivare al tè delle ore 17 fino all’aperitivo. L’offerta dei dolci, su cui sono specializzata, sarà verticalizzata: fette di torta, mignon – con l’obbiettivo di proporre il cabert dei pasticcini (nel nord Europa non c’è la cultura di portare dolci a casa per le ricorrenze e la pasticceria è vista diversamente). Il nome Cafè Duse prende spunto da Eleonora Duse donna, italiana, che ha fatto business all’estero ed è stata fonte d’ispirazione per me.

A breve anche in TV: come concilierai la tua figura di talent con quella di imprenditrice?

Sì, da novembre sarò su TV8 coinvolta come giudice nel nuovo talent e cooking show “Maitre Chocolatier- Talenti in Sfida”. Sarò affiancata dallo Chef Giorgio Locatelli, che prima di questa opportunità conoscevo per fama e per il suo ristorante di Londra, e Maître Chocolatier Lindt Nico Tomaselli. Non posso ancora svelare molto sul programma, ma posso dire che sarà molto coinvolgente. Non mi spaventa ricoprire più ruoli e dedicarmi a più attività: del resto per evolversi, bisogna dedicarsi a nuove e tante esperienze. Per me questa è una situazione ideale in cui mi trovo a fare l’imprenditrice per Caffè Duse, il talent per Maitrè Chocolatier, l’insegnante in una nuova Masterclass che andrò a girare: sono tutti gli ingredienti che andranno a comporre la nuova Melissa.

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Autore
Sofia Tarana

Sofia Tarana

Un'effervescente appassionata di cibo e bollicine di origine comunicatrice. Gli ingredienti della sua giovane esperienza hanno il sapore e il richiamo della tavola. Si avvicina allo studio del settore enogastronomico con un Master in Food & Wine Communication alla IULM di Milano. Ha collaborato nello staff di comunicazione di Simone Rugiati, noto chef toscano. Ha scritto per diverse riviste del panorama F&B ed è giornalista pubblicista presso l'Ordine della Lombardia. Cucina solo per amore e deve ancora trovare un piatto che non le piace. Della sua passione per la ristorazione ne ha fatto la sua miglior attrattiva, Direttore Responsabile in RistoBusiness Now.

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