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Stappasogni Pietrasanta

Dall’Enoteca Marcucci all’Osteria Stappasogni: l’evoluzione imprenditoriale di Luca Giannini

Soltanto 30 anni, ma già pieno di intraprendenza. Luca Giannini parte presto: inizia la sua carriera come cameriere all’Enoteca Marcucci di Pietrasanta, dove coglie la sua occasione. Diventa ben presto il braccio destro del titolare, seguendo tutta la gestione del locale. Non si ferma e decide di aprire il suo ristorante: l’Osteria Stappasogni, nel luogo che ha consacrato la sua evoluzione imprenditoriale.

Osteria Stappasogni_Pietrasanta

Chi ben inizia è già a metà dell’opera. Luca Giannini si approccia al settore della ristorazione a soli 18 anni, quando decide di accantonare il suo talento nel calcio per svilupparne uno totalmente diverso. Parte con la prima stagione estiva all’Enoteca Marcucci di Pietrasanta facendo il cameriere. Capisce fin da subito l’impegno che richiede la professione, ma non si perde d’animo e affianca i colleghi di esperienza per carpirne le competenze.

La sua buona volontà viene notata da Michele, il titolare dell’Enoteca, che gli propone una collaborazione continuativa anche durante l’inverno e investe su di lui. Luca coglie la sua occasione e ben presto passa a ricoprire ruoli di maggior peso: da capo sala a responsabile di cassa. La fortuna (forse più l’impegno) fa il resto ed ecco che diventa il direttore di uno dei locali più rinomati della Versilia, approcciandosi così in toto a tutta la parte di gestione di un ristorante: «ho sempre preferito, più che fare il cameriere, il contatto con i fornitori, la registrazione delle prenotazioni, l’aspetto amministrativo…».

Il Covid e il secondo lockdown fanno scattare in lui la molla: «Avevo già maturato in me la consapevolezza che ormai, in quel posto di lavoro, avevo raggiunto la mia massima crescita e non potevo scavallare il titolare. Per il mio riscatto ho preso una decisione e, nei mesi di chiusure forzate, ho scelto di mettermi a fare l’imprenditore, sviluppare un mio progetto e “stappare il mio sogno” di avere un mio locale».

Il tipo di format era già chiaro: «Un’Osteria con proposta totalmente toscana, in un ambiente informale e rivolto al target di clientela medio-alto al quale ero già abituato a relazionarmi e su cui potevo puntare per la nuova apertura». «Non mi sentivo di chiamarlo “ristorante”- stonava con l’intenzione di concentrarmi su un’offerta che punta alla concretezza: Tordelli con pasta al ragù di carne, Pici all’aglione a prova di bacio, Tonno del Chianti, Crostata del giorno».

 «Pietrasanta è la piazza che mi ha fatto conoscere e che mi ha dato opportunità- ho cercato immobili liberi a Viareggio e Lido di Camaiore ma ho preferito non cambiare». La scelta della location è stata mirata, rilevando un ex fondo già adibito a somministrazione e adiacente ad un negozio di arredamento: «Ho iniziato i lavori di ristrutturazione ad inizio aprile e ho aperto a metà maggio: volevo aprire e mi sono dedicato giorno e notte al cantiere, soprattutto per l’ampliamento della cucina a vista».

Uno spazio moderno, con pavimento a scacchiera bianco e nero e qualche mobile a contrasto in stile più antico. «La designer Monica Marchesini mi ha consigliato per la realizzazione dell’interior- l’idea del social table di marmo nel bel mezzo del ristorante è stata tutta sua». Tre differenti ambienti compongono la struttura dello Stappasogni: una sala interna da 35 coperti, un dehor estero da 16 posti e un angolo privè con un cortiletto interno da sole 11 sedute.

Voglia di crescita e consapevolezza di miglioramento qualificano Luca come neo-imprenditore: «Il mio obbiettivo è creare un sistema che funziona autonomamente e indipendentemente da me: non bisogna stare murati vivi nel locale, ma sapersi dedicare anche alla propria vita personale. Questo funzionamento è possibile solo avvalendosi delle giuste risorse, che è giusto crescere per poter delegare e sviluppare un’attività».

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Autore
Sofia Tarana

Sofia Tarana

Un'effervescente appassionata di cibo e bollicine di origine comunicatrice. Gli ingredienti della sua giovane esperienza hanno il sapore e il richiamo della tavola. Si avvicina allo studio del settore enogastronomico con un Master in Food & Wine Communication alla IULM di Milano. Ha collaborato nello staff di comunicazione di Simone Rugiati, noto chef toscano. Ha scritto per diverse riviste del panorama F&B ed è giornalista pubblicista presso l'Ordine della Lombardia. Cucina solo per amore e deve ancora trovare un piatto che non le piace. Della sua passione per la ristorazione ne ha fatto la sua miglior attrattiva, Direttore Responsabile in RistoBusiness Now.

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