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Canone locazione ristoranti

Credito d’imposta da locazioni

Da marzo 2020, il Governo per venire incontro alle esigenze dei locatori commerciali ha istituito il credito d’imposto per i canoni di locazione saldati.

Canone locazione ristorante

 

Tale credito, può essere usufruito dalle seguenti generalità di contribuenti:

  • Esercenti attività d’impresa, arte o professione
  • Attività che abbiano ricavi 2019 non superiori a € 5 milioni

 

Il credito locazioni spetta nella misura del 60% del canone di locazione, leasing o concessione o nella misura del 30% del canone di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, nel limite dell’importo effettivamente pagato.

I mesi di riferimento sono stati, dapprima, marzo, aprile, maggio 2020.  Successivamente, è stato introdotto il mese di giugno 2020 (utilizzabile solo post approvazione europea, con la decisione 28.10.2020, n. 7595, pubblicata il 13.11.2020).

Il credito spetta solo dopo il pagamento del canone; quindi può spettare anche se il canone, per esempio, di marzo 2020 era stato anticipatamente pagato nel 2019 oppure se (sempre quello di marzo 2020) è stato corrisposto nel 2021. Inoltre, il credito spetta anche qualora vi sia apportata una riduzione dello stesso: se nel mese di marzo le parti avevano deciso di ridurre il canone da euro 1.000 ad euro 600 il credito d’imposta a lui spettante sarà del 60% di euro 600.

Sono poi state introdotte categorie ritenute destinatarie e meritevoli di misure ulteriori:

  • Imprese turistico ricettive (purché l’attività turistico-ricettiva sia prevalente, in caso di esercizio di più attività)
  • Agenzie viaggio e tour operator (purché l’attività turistico-ricettiva sia prevalente, in caso di esercizio di più attività)
  • Ristoranti
  • Palestre
  • Piscine
  • Bar
  • Centri estetici

 

Queste possono usufruire del credito relativo ai canoni da marzo 2020 (o aprile 2020 se stagionali) ad aprile 2021 (L. 178/2020), indipendentemente dal volume di ricavi 2019 (quindi, anche superiore a € 5 milioni),

Per le imprese turistico-ricettive, la misura del credito è incrementata al 50% (al posto del 60%).

Con il Decreto Agosto,  (D.L. n. 104/2020) anche il credito d’imposta sull’ affitto d’azienda aumenta dal 30% al 50% per le strutture turistico ricettive, con la precisazione che, “qualora in relazione alla medesima struttura ricettiva siano stipulati due contratti distinti, uno relativo alla locazione dell’immobile e uno relativo all’affitto dell’azienda, il credito d’imposta spetta per entrambi i contratti”.

Inoltre, la norma non fa più riferimento alle sole attività “stagionali” ma più in generale alle imprese turistiche ricettive;

Per le attività interessate dalle restrizioni di novembre 2020, ossia quelle di cui all’allegato 1 e 2 del Decreto Ristori, (ristoranti, bar, piscine, centri estetici e palestre) le aliquote rimangono invariate, ossia pari al 60% e 30%, ma i mesi di riferimento sono marzo, aprile, maggio, giugno, ottobre, novembre e dicembre 2020.

La condizione per attingere al credito locazioni è che il fatturato- più corrispettivi del mese X/2020- sia almeno inferiore al 50% del mese X/2019 e questo riferimento vale anche per i mesi 2021, ossia il mese X/2021 deve essere almeno inferiore al 50% del mese X/2019 (e non X/2020), poiché si fa riferimento all’anno in cui l’emergenza sanitaria non era ancora in essere (art. 2-bis D.L. 172/2020).

La verifica del fatturato non deve essere effettuata per coloro che:

  • Hanno domicilio fiscale/sede operativa in un Comune in stato di emergenza ancora in essere quando è iniziato lo stato di emergenza da Covid-19;
  • Hanno iniziato l’attività a partire dal 1.01.2019.

 

Il credito può:

  • Essere utilizzato in compensazione direttamente dall’affittuario (e in tal caso non sono previsti limiti temporali per l’utilizzo) oppure in sede di dichiarazione dei redditi, per compensare i debiti da essa emergenti,
  • Può essere ceduto, tra gli altri anche al locatore

 

La cessione deve essere effettuata entro il 31.12.2021, termine entro cui, tra l’altro, il cessionario/locatore può utilizzare il credito ceduto.

La cessione avviene attraverso un modello che il cedente deve inviare attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate e, dall’altra parte, il cessionario deve accettare prima di utilizzare il credito ceduto.

Il codice tributo del credito da locazioni maturato e utilizzato direttamente dal locatario è 6920, mentre quello da utilizzare da parte del cessionario è 6931.

Spunto pratico dell’esperto: il credito di locazione, può essere anche ceduto agli altri fornitori per ridurre il debito dell’impresa.

Infine, si precisa che tale credito andrà inserito nella dichiarazione unica 2021 tra gli “aiuti di Stato”.

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Autore
Vincenzo Donnarumma

Vincenzo Donnarumma

Laureato in Economia e Commercio a Firenze nel 2000, approfondisce le sue conoscenze professionali con Master su Temi del diritto della crisi di impresa (Corso di alta formazione di diritto fallimentare), Procedure fallimentari e crisi d’impresa, Corporate Valuation (strumenti per determinare il valore delle aziende) e corsi su tematiche specifiche come: diritto internazionale, Bandi della Regione Toscana, Revisori enti locali, diritto tributario. Dopo un’esperienza professionale presso l’Associazione Artigiana delle Piccole e Medie Imprese di Prato dove si occupa di promozione degli incentivi e agevolazioni alle imprese, lavora presso la società di Revisione Audit Consulting. Dal 2001 al 2006 collabora con uno studio Commerciale occupandosi di operazioni di finanza derivata per Enti Pubblici locali e pratiche di revisione per Aziende a Partecipazione Pubblica. Nel 2006 fonda lo Studio Donnarumma & Partners con quattro sedi sul territorio nazionale (Firenze, Prato, Milano e Napoli). Nel 2014 ha il primo incarico come Sindaco Revisore, dal 2015 al 2017 è Membro CO. CO.GE di una società quotata in Borsa Italiana. Oggi prosegue la sua attività di Sindaco revisore per 5 società. In qualità di esperto in materia di finanza ordinaria e innovativa e grazie all’esperienza maturata, è in grado di fornire sistemi avanzati di Alert, approfondimenti delle principali cause che possono sfociare in una crisi di impresa e appropriati modelli scientifici per orientare le scelte più opportune ed adeguate in situazioni di instabilità e comunque di rischio-incertezze gestionali. La sua formazione continua, lo ha portato recentemente a partecipare come relatore per i corsi sulla Crisi D’impresa organizzati dalla Luiss School.

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