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Come individuo e come imprenditore: l’importanza della libertà

Gli effetti del Coronavirus, sia a livello psicologico che democratico, sono cosa ormai certa. Il 2020 è stato un anno di vere e proprie privazioni, che continuano a protrarsi. Limitazioni, chiusure ed isolamento hanno messo a dura prova i nostri equilibri e diritti, andando a minare un principio cardine della nostra esistenza: la libertà- prima come persone e poi imprenditori. Affrontare il tema di questa perdita è doveroso per ritrovare sè stessi, la propria autonomia e il proprio rendimento professionale.

 

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Stando all’ultimo rapporto di Freedom House, organizzazione non governativa americana, durante lo scorso anno la libertà nel mondo è diminuita ulteriormente. E meno libertà significa anche meno diritti. Sembra quasi che a diffondersi sempre di più non sia solo il virus, ma anche l’”autoritarismo” che questo ha portato con sé. Basta pensare alla Cina con le sue ambiguità nel riferire le cause dello scoppio della pandemia, alla Russia con la sua “influenza negativa”, per poi passare agli USA con l’attacco al Campidoglio che ha fatto pensare ad una forma di “terrorismo interno” e Trump che nega la fine del suo incarico alle presidenziali. Prese di posizione estremiste, che evidenziano una recessione della democrazia presa d’assalto.

Si riscontra un vero e proprio deterioramento: di valori e di diritti. Nel 2020, stando al report, sono stati di più i Paesi che hanno perso la libertà, di quelli che l’hanno aumentata: meno del 20% della popolazione vive in un Paese che si può ritenere libero, la percentuale più bassa dal 1995. L’Italia rientra in questo dato, anche se la libertà è qualcosa che non si riesce a respirare nell’aria. Le restrizioni governative per il Covid hanno toccato anche le libertà personali: niente incontri tra persone, nessun abbraccio, vietata la stretta di mano.

Insomma, la libertà è in pericolo e bisogna attivarsi per preservare uno dei nostri diritti fondamentali, che ci garantisce un’identità come persone e poi come imprenditori, che agiscono per generare lavoro e rendere autonome le proprie risorse. Per libertà si intende: la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi e agire senza costrizioni, ricorrendo alla volontà di ideare e mettere in atto un’azione, mediante una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a realizzarla.

La libertà è un diritto, che va difeso-certo. Ma, essendo qualcosa di intangibile, bisogna prima interiorizzare il concetto in noi stessi. Infatti l’interrogativo più difficile che ci rivolgiamo è: «Esiste veramente la libertà? E, se esiste, dov’è?». «Se invece non esiste, perché tutti ne parlano, la ricercano, la pretendono?». Bisognerebbe vivere queste domande con un paradigma diverso e chiedersi se ci si può considerare liberi. Raggiungere quella dimensione è sempre stata un’aspirazione di ogni persona, ma il be free è complicato da conquistare: richiede grande impegno e dedizione, portando in certi casi a lavorarci per tutta una vita senza riuscirci.

Tornando a quanto la legge ci riconosce: «I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale» riporta l’articolo 18 della Costituzione. In questo “associarsi liberamente” sta il tema di fondo di tutto il sistema normativo su cui si regge l’Italia: si sta insieme in libertà e non in soggezione. E questo nell’ultimo anno è stato impossibile, per una situazione di forza maggiore che ci ha portati a non godere di questo privilegio.

 

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Il nostro scopo è poter vivere nella libertà. Giorgio Gaber, riassumeva Rosseau, quando cantava: «Libertà è partecipazione» come singoli, per poi riuscire ad unirci in un gruppo di persone e farne parte. Siamo prima persone e dopo imprenditori: è fondamentale lavorare sulla propria singola formazione. Solo così ci si potrà evolvere: come manager e leader di una azienda. Questo passaggio è un mattone e uno strumento primario per raggiungere consapevolezza ed etica professionale. Un imprenditore deve allenare i suoi collaboratori ad agire con gli altri, rendendoli disinvolti e non privati- ma potrà farlo solo quando avrà trovato stabilità.

Il concetto di libertà, infatti, passa anche attraverso la nostra professione. «Il lavoro nobilita l’uomo» sosteneva Charles Darwin. Significa che lo rende nobile e migliore, attribuendogli una dignità che gli permette di stare bene con se stesso e con chi lo circonda. La situazione del lockdown ha privato i cittadini anche della possibilità di condurre il proprio lavoro, dove i ristoratori sono stati tra quelli più limitati.

Trattare della libertà, oggi, diventa fondamentale per riacquisire la nostra forza caratteriale e, di conseguenza, lo slancio professionale. Le proteste degli ultimi mesi, come “Io apro” hanno messo in luce che parte della società civile non è stata a guardare, a conferma che i nostri rappresentati dovrebbero fare di più per tutelare la libertà. Mobilitarsi per difendere un diritto (o un ideale) significa misurarsi con una libertà attiva, che pone in una situazione di scomfort e  porta ad un’evoluzione per il proprio IO, vitale per il cambiamento. È giusto abbandonare la propria comfort zone se si vuole ritrovare la propria indipendenza.

Se in una nazione si azzera il valore di libertà– e lo stesso vale per un’azienda- cresce soltanto un autoritarismo che generà forme di sfiducia e paura verso la situazione o verso le proprie capacità. Il risultato è una svalutazione di un patrimonio vitale per ogni contesto organizzativo: il capitale umano. Libertà significa essere svincolati da falsi leader, falsi principi, false ideologie… ora è necessario tornare a riscoprire cosa significa essere privi di limitazioni, per essere produttivi con sè stessi a vantaggio del proprio gruppo di appartenenza e del proprio Paese.

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Autore
Enrico Spinelli

Enrico Spinelli

Inizia prendendo il master in Counseling e Coaching psicologico presso FCP (formazione continua in psicologia) a Roma, poi consegue il master e diploma presso Fondazione Academy di Milano in comunicazione. Fa un passaggio anche nell’ambiente PNL e per curiosità abbraccia anche l’ambito olistico. Nel 2009 si occupa di un progetto in Israele per riconoscere tratti ed espressioni facciali in modo universale e segue il sistema F.A.C.S Facial Action Coding System. Dal 2010 al 2016 crea ES Academy, una struttura di formazione per ricerca e sviluppo del talento, della comunicazione, public speaking, leadership, team Building e Time Management. Nel 2017 viene premiato all’International Coaching a Madrid ed inserito in una graduatoria speciale per un progetto sulla comunicazione manageriale. Nel 2017 e 2018 collabora con Open Source Management, azienda nel mondo della formazione imprenditoriale. Nel 2019 fonda Oceania Group Italia, struttura che basa il suo DNA sull’importanza del Capitale Umano per le aziende. Dal 2020 ricopre la posizione di Consulente Senior RistoBusiness in ambito Coaching e Risorse Umane.

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