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Bar Bar Firenze

Cenni d’Africa che non ti aspetti: Bar Bar, Firenze

Dall’unione del vissuto di una mamma e di un figlio, in Via Luna a Firenze, germoglia una nuova “creatura”. Bar Bar è il bistrot dell’arredatrice Monica Lupi e del neo-imprenditore Vanni Romoli, che avvolge ed immerge in un viaggio lontano. Un format particolare, per coloro a cui piace uscire dagli schemi, attraverso una location che ha la naturalezza e i colori della terra africana.

Bar Bar bistrot Firenze

La chiamano nostalgia o, per essere più pertinenti, mal d’Africa. Non esiste una sensazione comune e una classificazione capace di rendere l’idea di quel senso di vuoto che si avverte abbandonando un posto ricco di bellezza come il continente africano. Pare che l’unica “cura” per colmare la mancanza sia tornarci o provare a rievocare e trasportare la sua magia esotica altrove.

«Mi manca molto l’Africa» confessa Vanni Romoli, solo 32 anni e già pregno di esperienze profonde alle spalle. «Ho vissuto 4 anni in Kenya, perché là avevamo una falegnameria di famiglia che produceva mobili dal tocco etnico». La passione per l’arredamento e l’esotico si ritrova anche nell’attività della madre, Monica Lupi, nota per aver messo il suo “tocco” nel Garibaldi Blue Hotel di Firenze. Titolare anche di uno show-room nel cuore della città dove oggetti unici, senza tempo ed etichette, convivono insieme in uno spazio fitto che non rincorre la precisione, ma sa conservare la dignità delle cose.

Dalla loro simbiosi, nella data propizia del 27 maggio, ha preso vita in Via Luna a Firenze un locale originale. Bar Bar, armonico anche nel nome, è un bistrot dal carattere ibrido. «L’idea di aprire questo locale era già insita in noi da tanti anni. Prima di decidere effettivamente di dedicarmi alla gestione di una mia attività ho fatto diverse esperienze: prima il cuoco per alcuni ristoranti anche in Versilia e poco prima del Covid sono stato altri 4 mesi a Malindi con l’intenzione di avviare un tour operator specializzato in safari» racconta Vanni.

«Bar Bar sfrutta un fondo commerciale di famiglia. È un immobile già pensato per un utilizzo multi-funzionale: come abitazione o spazio eventi o locale per somministrazione» chiarisce Monica. «Quando scelgo di arredare un posto vado sempre di “pancia”, seguendo il mio istinto. Per me più che la logica conta mantenere il rispetto per la realtà di partenza, regalando un’armonia senza stravolgere l’ambiente» chiarisce l’interior.

Il progetto punta a ricreare: «un luogo dove poter mischiare e unire persone diverse, proponendo questo ad un target fiorentino un po’ rigido e rivolto a proposte più canoniche» spiega il ragazzo. Continua la madre: «L’ambientazione degli interni ha richiesto il suo tempo: ho scelto un involucro neutro nel suo complesso con toni naturali, nel quale inserire poi dettagli che risaltassero. C’è un netto richiamo negli oggetti al percorso di Vanni in Africa, come le stampe con gli elefanti».

Descrive ancora Monica: «Ho scelto di giocare sui toni del verde, di varie intensità, che donano gioia all’ambiente. Inoltre, mi piaceva sfruttare queste tonalità anche per amalgamare l’interno con l’esterno caratterizzato da un giardino spontaneo. Mi piacerebbe che si notasse questa unione». Aggiunge Vanni: «Abbiamo una presenza botanica anche all’interno: la maggior parte delle piante fanno parte dell’arredo, altre sono anche in vendita. Inizieremo anche una collaborazione con Noponlyplants di Silvia Plebani, che seleziona esemplari rari nel mondo».

 

Piatti Bar Bar Firenze

Bar Bar si concentra, al momento, su un’apertura che va dalle 5 di pomeriggio all’1 di notte: «A settembre partiremo anche con il pranzo ed inseriremo il brunch» rivela in giovane imprenditore. La proposta food: «Il nostro menù è molto snello e veloce. Per l’aperitivo ci sono una serie di tapas che si accostano a 5/6 piatti del giorno che ti permettono di fermarti anche a cena». «La nostra è una cucina internazionale che utilizza materie prime toscane. Offriamo hamburger, club-sandwich e tartare con prodotti di nicchia. Il nostro forte, però, sono le polpette di pesce bianco fatte o con baccalà o branzino a seconda delle disponibilità. Inoltre, abbiamo studiato con il nostro barman Gabriele una cocktail list composta da soli 5 drink per concentrarci sulla qualità e tecnica– il più richiesto è il Garden Margarita».

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Autore
Sofia Tarana

Sofia Tarana

Un'effervescente appassionata di cibo e bollicine di origine comunicatrice. Gli ingredienti della sua giovane esperienza hanno il sapore e il richiamo della tavola. Si avvicina allo studio del settore enogastronomico con un Master in Food & Wine Communication alla IULM di Milano. Ha collaborato nello staff di comunicazione di Simone Rugiati, noto chef toscano. Ha scritto per diverse riviste del panorama F&B ed è giornalista pubblicista presso l'Ordine della Lombardia. Cucina solo per amore e deve ancora trovare un piatto che non le piace. Della sua passione per la ristorazione ne ha fatto la sua miglior attrattiva, Direttore Responsabile in RistoBusiness Now.

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