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BTO Firenze: ristorazione, grandi eventi food e ricadute sul turismo

I grandi eventi della ristorazione e, più in generale, del mondo del food & wine, hanno importanti ricadute turistiche, sia immediate sia d’immagine. Dalla famosissima Guida Michelin al The World’s 50 Best Restaurants, da Taste alle attività delle Città Creative Unesco per la Gastronomia. La collaborazione tra mondo del food e del turismo parte anche dalla capacità di investire in eventi e strategie che favoriscono entrambi i settori. Queste le riflessioni emerse alla BTO di Firenze nel live: “Ristorazione, grandi eventi food e ricadute sul turismo”.

BTO_impatto Food turismo

È ancora in corso a Firenze l’edizione 2021 di BTO– Be Travel Onlife- la conferenza di riferimento sulle prospettive del settore ricettivo. Cinque giornate a tema, di cui la penultima con focus sul settore del Food & Wine con panel completi e ospiti internazionali. Sono intervenuti nell’appuntamento “Ristorazione, grandi eventi food e ricadute sul turismo”: Massimiliano Tonelli, Giovanna Sainaghi, Marco Do, Cristiano Casa e Lapo Cianchi per parlare di come le manifestazioni più note della ristorazione e del food impattino sulle dinamiche del turismo.

La scelta di ospitare manifestazioni famose nel panorama della ristorazione, con una risonanza mediatica importante, funge da volano per la promozione delle eccellenze enogastronomiche del territorio e per le attività del fuori casa. L’occasione diventa una fonte attrattiva per i turisti che vogliono vivere un’esperienza che coinvolge anche ciò che ruota intorno all’evento. Durante premiazioni autorevoli, come 50 Best Restaurants, l’individuazione della città è molto strategica: «requisito necessario per i giurati è l’avere frequentato ristoranti e portare i giornalisti in “transumanza” in un posto diverso, ha dimostrato concreti benefici e un impatto positivo nell’anno a seguire per i locali di quel territorio» ha commentato il moderatore Massimiliano Tonelli.

«Nel 2019 inizia la collaborazione di Visit Flanders, ente ufficiale del turismo nella regione settentrionale del Belgio, come Host partner di 50 Best Restaurants, la cui premiazione nel 2020 si è tenuta ad Anversa. La manifestazione si è inserita perfettamente nella nostra visione, finalizzata a rendere la destinazione come un eco-sistema, in cui tutti gli interessi e realtà locali sono tenuti in considerazione e la classifica ha contribuito a fare da connettore» ha spiegato Giovanna Sainaghi Direttore Italia di Visit Flanders.

Non solo riconoscimenti recenti come 50 Best Restaurants, ma anche più radicati come la Guida Michelin hanno deciso di interloquire in maniera molto profonda, in Italia, con gli enti locali portando ogni volta la presentazione in una meta diversa. «La Guida Michelin nasce proprio, al principio, per parlare ai turisti-viaggiatori- non è una guida di critica enogastronomica, ma valuta il ristorante e non gli chef. Avere buone doti in cucina non significa saper gestire un ristorante garantendo dei livelli qualitativi e di servizio. La Rossa valuta il ristorante per l’esperienza che va ad offrire» ha spiegato Marco Do, Resp. Comunicazione in Michelin.

La mission della Guida Michelin è quella di guidare il viaggiatore nelle sue scelte, dove una stella corrisponde al ristorante migliore del luogo in cui ci si trova, due stelle è un locale che merita una deviazione e tre stelle significa che il ristorante vale il viaggio, ovunque tu sia. «Siamo diventati uno standard internazionale per l’alta ristorazione con le stelle, per la serietà e l’anonimato degli ispettori, per il linguaggio simbolico identificabile e con una corrispondenza identica in ogni lingua del mondo- è presente in 30 Paesi. La Guida ha ben accolto questa responsabilità e sa bene quanto pesa nella scelta di chi viaggia».

Uno studio condotto nel 2018 da GFC, società di Bologna, ha misurato quanto i ristoranti stellati orientino i flussi turistici (in Italia) al fine di provare nuove esperienze e, di conseguenza, quali sono le ricadute economiche al netto dei conti economici dei ristoranti date da questa frequentazione di visitatori. Ai tempi su 356 ristoranti stellati in Italia (ora se ne contano 378) il movimento di persone che si muovevano per recarsi sul territorio a mangiare creava effetti pari a 300 milioni di euro.

«La Guida Michelin è una guida per chi viaggia ed è giusto che viaggi di anno in anno: i suoi eventi di presentazione, su cui abbiamo scelto di puntare come media, rappresentano un picco di visibilità enorme per il territorio che la ospita– in quei giorni la risonanza sui social è enorme- e questo focus si polarizza in un dato momento. Questo sistema funziona per il territorio dal momento in cui, il posto che ospita l’evento, lo inserisce anche a posteriori in una strategia più ampia, accogliere la manifestazione “one-shot”, giusto per averla avuta, non ha molto senso» ha chiuso Marco Do.

Gli eventi sono stati centrali nella strategia adottata da alcune rinomate città nel panorama ristorativo e, in generale del food & wine, come Parma: «l’idea era quella di puntare sul suo asset principale, che è l’enogastronomia, facendo leva sulla sua vocazione turistica- il riconoscimento da UNESCO nel 2015 è stato un grandissimo propulsore. In questo meccanismo degli eventi, pubblico e privato lavorano in squadra per far sì che Parma venga riconosciuta nel mondo come la Food Valley, il luogo dove andare per poter mangiare bene» ha chiarito Cristiano Casa, Assessore al Turismo del Comune di Parma.

Ha proseguito: «Il nostro piano di eventi limita il numero di manifestazioni per dedicarsi e selezionare solo quelle di grande portata, tra cui fiere come Cibus che con Cibus Off (fuori salone) spostano l’attenzione anche in città, con effetti positivi sulle attività commerciali. Ormai costante dal 2015 la Millemiglia, con la presenza ogni anno di un ristorante in Piazza Duomo (vista passaggio auto per gli ospiti) e una cena organizzata per i piloti. I risultati di questa strategia di eventi sul turismo dal 2012 al 2019 attestano un +35% di presenze».

L’obbiettivo di promozione del territorio attraverso le manifestazioni non deve puntare solo sull’aumento dei flussi turistici, ma anche sul miglioramento del livello qualitativo. «Taste è un appuntamento enogastronomico organizzato da Pitti per alzare l’asticella nel panorama degli eventi in città e per diventare un osservatorio geografico di nicchia. Nasce, infatti, nel 2006 da un’idea di Davide Paolini, esperto enogastronomico, per la valorizzazione di realtà disseminate del Food & Wine di entità minore e con caratteristiche distintive» ha raccontato Lapo Cianchi, Direttore comunicazione ed eventi Pitti Immagine.

«Taste è partito come aperto al pubblico (novità per Pitti che è B2B), ma grazie al successo ha richiamato nel tempo anche operatori professionali, tramutandosi da piccola manifestazione a grande fiera professionale (l’ultima edizione ha attratto 6.000 compratori tra ristoratori, piccola e grande distribuzione, hotel) Nell’edizione 2022 Taste passerà dalla Leopolda alla Fortezza da Basso per ragioni di spazio».


Fonte: BTO

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