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Alessio Gigante_Amante Carpi

Amante, Carpi: il cocktail bar pensato per le donne da Alessio Gigante

Come portare lo stile parisienne in centro a Carpi, cittadina più vocata alla tradizione emiliana? Ci pensa l’intraprendente e giovane imprenditore Alessio Gigante con il suo Amante, il cocktail bar di connotazione romantica pensato soprattutto per un target femminile.

Amante_cocktail bar Carpi

Per gli amici Alle, più che Alessio. Gigante dimostra fin da ragazzino il suo talento per le pubbliche relazioni e lo spirito imprenditoriale. Estroso quanto risoluto, si fa strada da solo nel mondo dei locali notturni per poi passare, vuoi per passione vuoi per affari, al business nella ristorazione. Internazionale e di ampie vedute senza tradire mai le sue origini modenesi, sceglie Carpi per inaugurare Amante, il cocktail bar di ispirazione francese che accontenta soprattutto il gusto delle donne.

Farsi strada, fin da giovanissimo, nel mondo della night life…

Parto come PR a 16 anni entrando in punta di piedi nell’ambiente dei locali notturni della mia zona, la provincia di Modena. Ho sempre avuto una propensione per questo tipo di lavoro e nella capacità di saper sviluppare un mio network. Dopo 3 anni, consolidata meglio la mia professionalità e disinvoltura nel ruolo, passo da semplice PR ad assumere la direzione artistica di alcune discoteche sul territorio, organizzando serate con ospiti internazionali che hanno contribuito a portare visibilità ed impulso anche ad altre attività. Nel 2008 divento socio-titolare di una mia discoteca, l’Oltrecafè di Soliera (Carpi) che dimostra fin da subito un grande apprezzamento da parte del pubblico.

Quanto ha contribuito la tua esperienza per locali nel dedicarti, ora, al lato Beverage?

Sicuramente ha contribuito. Il lato beverage, soprattutto, è un aspetto che si lega molto all’esperienza che si vive all’interno di una discoteca. Occupandomi di direzione artistica da un lato, senza mai abbandonare l’aspetto delle pubbliche relazioni, mi sono sempre interfacciato direttamente con la clientela e questo mi ha permesso di capire, a seconda del tipo di target che avevo di fronte, che cosa era necessario proporgli al tavolo per rendere soddisfacente la loro serata. Inoltre, all’Oltrecafè noi ci siamo sempre occupati anche di ristorazione, attraverso il servizio cena. Quindi, sono partito preparato nel ampliare poi il mio business.

Quando parti effettivamente ad allargare il tuo core-business?

Parto a fare ristorazione, svincolata dalla discoteca, giusto prima del lockdown. Era esattamente il 20 novembre del 2019 quando abbiamo aperto, io con altri soci, Shabu a Carpi. È un franchising, che ha altri punti vendita altrove, ma ci permette una gestione totalmente libera dalla A alla Z. Rispetto ad altre formule, quella che propone sushi è più complessa per via delle preparazioni elaborate con i relativi costi ricetta, ma grosse difficoltà non ne abbiamo avute- basta fare tutto con cognizione di causa. Dopodiché, ho deciso di aprire anche un cocktail bar.

Spieghiamo il format di Amante…

Ho scelto di aprire questo format per diversificare l’offerta in centro a Carpi. Il mio obbiettivo era fare un locale profilato. Il nome Amante, mi piaceva particolarmente per la sua connotazione romantica e per il fatto che è facile da ricordare. In più, ho pensato questa attività in funzione di un target femminile: trovo che la clientela femminile abbia, oggi, una maggior cultura e consapevolezza del bere bene rispetto al target maschile. La donna in carriera, di 35 anni, che si siede al tavolo con l’amica è più propensa a scegliere prodotti premium e a godersi senza freni l’esperienza nel cocktail bar, piuttosto che il gruppo di amici uomini che sta più attento alla spesa.

Parliamo dell’offerta…

Amante si concentra soprattutto sulla mixology, grazie al bartender Andrea Albano- che è anche socio insieme a Simone Signorino e Matteo Vezzali. Nella drink list ci sono sia signature di nostra creazione, che grandi classici. A questi si affianca una vasta scelta di etichette di vino rinomate- dai bianchi ai rossi, passando per le bollicine. Non mancano le birre, soprattutto le artigianali. Particolare anche la nostra carta di gin. Siamo aperti dall’aperitivo, dove si può fare food-pairing con il sushi di Shabu, fino al dopo cena.

La location?

Lo spazio è stato pensato, come stile, direttamente da me. Molte suggestioni mi derivano dalla mia passione per il design, infatti ho inserito degli elementi particolari come certe illuminazioni. Ho trovato anche delle suggestioni attraverso Pinterest, che trovo sia un valido strumento per alimentare la creatività. Per la realizzazione tecnica degli interni mi sono appoggiato ad uno studio della zona, Progetto Ansaloni. Lo stile della location, nell’insieme, ha un eco parigino. Prevalgono i toni del rosa e quelli del verdone, il tutto impreziosito da dettagli oro, boiserie e volte.

Lati del tuo carattere che ti hanno permesso di raggiungere gli obbiettivi?

Sicuramente una forte determinazione, a cui aggiungo anche una personalità significativa. Non ho mai avuto timore di essere me stesso, fin da ragazzino. Sono sempre stato un po’ diverso dagli altri, dal modo di vestire agli interessi personali. Ho sempre avuto anche un’innata creatività e gusto estetico, dall’abbigliamento all’arredamento, che poi ho sfruttato anche nel lavoro per essere identificabile con un mio stile. La passione per l’enogastronomia e per i ristoranti è stato sicuramente un bagaglio utile nel realizzare gli ultimi miei progetti.

Come organizzi la tua giornata lavorativa?

La sveglia suona, di solito, alle 8.30. Faccio colazione mentre do uno sguardo veloce all’agenda. La mattina per me è funzionale alla programmazione della giornata per riuscire ad ottimizzare tutto, senza perdite di tempo. Cerco sempre, però, di ritagliarmi anche un piccolo spazio per lo sport e gli allenamenti- è giusto avere una valvola di sfogo dal lavoro, che permette anche di rendere meglio. La pausa pranzo la trascorro il più delle volte al ristorante di sushi, per vedere se è tutto a posto e dare alcune direttive. Il pomeriggio, invece, è dedicato alla discoteca con riunioni e aspetti di gestione. All’ora dell’aperitivo, invece, vado da Amante e resto a disposizione al locale, affinché tutto proceda bene. A fare da sfondo, nella mia quotidianità, ci sono sempre le pubbliche relazioni che curo in ogni luogo e attraverso ogni mezzo a mia disposizione.

Tu sei anche un influencer: quanto conta questo aspetto per un’attività?

Sì, ho un elevato numero di followers sui miei profili social. Ci tengo a precisare, però, che non è un aspetto su cui ho lavorato ma è arrivato da sé come riflesso di tutte le attività di pubbliche relazioni che ho saputo coltivare negli anni. Conoscere tante persone, in svariati posti d’Italia e del mondo, ti porta ad avere in proporzione anche tanti seguaci sui social. Ammetto che da questo mi deriva un bell’indotto: ho aperto Amante senza alcuna inaugurazione, eppure per la prima settimana siamo stati ugualmente pieni. Quindi, il fatto di essere conosciuto ha fatto la sua buona parte per il locale. Farsi conoscere sui social o sul web, oggi, è fondamentale per un’attività- anche perché la prima cosa che si fa quando ti nominano un posto è andare a cercarlo su Instagram, piuttosto che Facebook o leggere su TripAdvisor le recensioni.

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Autore
Sofia Tarana

Sofia Tarana

Un'effervescente appassionata di cibo e bollicine di origine comunicatrice. Gli ingredienti della sua giovane esperienza hanno il sapore e il richiamo della tavola. Si avvicina allo studio del settore enogastronomico con un Master in Food & Wine Communication alla IULM di Milano. Ha collaborato nello staff di comunicazione di Simone Rugiati, noto chef toscano. Ha scritto per diverse riviste del panorama F&B ed è giornalista pubblicista presso l'Ordine della Lombardia. Cucina solo per amore e deve ancora trovare un piatto che non le piace. Della sua passione per la ristorazione ne ha fatto la sua miglior attrattiva, Direttore Responsabile in RistoBusiness Now.

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